Archeologia: la mummia di gatto
(agosto 2009) - La mummia di gatto della collezione egizia del Castello del Buonconsiglio è un reperto di eccellenza e le analisi condotte presso l'ospedale Santa Chiara di Trento dalla curatrice Sabina Malgora e dal direttore Franco Marzatico, assistiti dal dottor Marco Gramola (tecnico Radioterapia) e dal primario di Radioterapia dottor Luigi Tomio, lo confermano.La tomografia assiale (TAC) eseguita ha permesso di evidenziare che si tratta di un esemplare adulto, che ha completato il processo di crescita, come dimostrano le epifisi saldate. La posizione del corpo è quella tipica del felino seduto sulle zampe posteriori, attorno alle quali si avvolge la coda, come è spesso rappresentato in rilievi e statue.
Non presenta alcun segno di trauma, che possa averlo condotto alla morte. Tale aspetto non esclude che il gatto sia stato intenzionalmente ucciso per diventare un'offerta, poiché sono attestati alcuni casi di annegamento. L'età adulta del gatto suggerisce che si tratti piuttosto di un animale domestico, a cui è stato riservato il trattamento di mummificazione, poiché considerato un membro della famiglia.