Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, è intervenuto sul mercato che si fonda su velocità, bisogni indotti e spreco e lancia un forte richiamo a Madre Terra proponendo un nuovo Umanesimo

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Carlo Petrini, patron di Slow Food
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Foto: C.Perer

Carlo Petrini: serve un nuovo Umanesimo

(Trento 31 maggio 2009) - Madre terra, globalizzazione, ritmi più naturali e poi il tempo che spende oggi un'individuo: per mangiare male o alimentarsi fuori di misura oppure per negare l'alimentazione. Il paradosso è che l'ideale estetico costringe spesso più tempo a dimagrire che a mangiare.

Mercato globale e identità, omologazione e libertà: sono caratteri diversi, spesso contrastanti, di una contemporaneità che a volte si fatica a comprendere ed accettare. Carlo Petrini, fondatore di Slow Food , ne ha discusso a Trento offrendosi come un saggio ancorato alla tradizione popolare che per secoli ha retto equilibri sociali legati alla Terra Madre.

"Siamo i nuovi partigiani chiamati alla Resistenza" ha detto enfatizzando la nuova rivoluzione della globalità che ha permesso la diffusione della conoscenza, ovvero la Rete: "L'economia locale in rete è potente ed oggi gli strumenti ci consentono di valorizzare e dare valore alle diversità."

Internet può dare una mano? Pare proprio di sì. "E' grazie alla Rete che siamo riusciti a condividere valore messi in discussione da una concezione violenta della globalizzazione. L'identità è un valore forte e importante, ammesso che noi riconosciamo che non esiste identità senza scambio. E' il meticciato che rafforza l'identità". Petrini a questo punto ha ricordato quando i giornalisti, quasi per sfida, gli chiedono il suo piatto preferito.

"Da italiano - ricorda il fondatore di Slow Food -  rispondo pasta al pomodoro ma né la pasta né il pomodoro sono italiane. È lo scambio che rafforza l'identità, anche quella del cibo, per passare a quella culturale e artistica. Il cibo entra nella nostra cultura e nella nostra identità e perché allora non riconoscere la positività dello scambio di culture e di persone".

Secondo Petrini "...Esiste globalizzazione e globalizzazione. Dobbiamo mettere in evidenza che deve esistere una globalizzazione virtuosa ma esiste anche la globalizzazione del pensiero unico che umilia l'identità di milioni di persone. A livello globale è stato portato avanti con perseveranza la cancellazione di culture, ed oggi dobbiamo correre ai ripari".

"La logica del consumismo - ha chiosato Petrini - ci ha preso l'anima e si basa su tre pilastri: velocità, creazione di bisogni indotti e lo spreco. E' lo spreco la follia del consumismo: dobbiamo combattere questa logica perversa".

E allora? "Allora bisogna andare in profondità e passare a consumi sostenibili, dove si privilegia la qualità alla quantità, dove si educano i giovani contro lo spreco, dove si educa ad una diversa attenzione al mercato. Non sono alchimie ma è la volontà di creare un nuovo umanesimo. Io, questo nuovo umanesimo, non ce l'ho, lo cerco  e lo auspico, ma sono convinto che ci dobbiamo misurare con i tre pilastri". 

 

 

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