Il mito della Grande Mela - Immaginare New York. Fotografie dalla collezione del MoMA  al Mart di Rovereto d

immagine

Unknown, Brooklin' Bridge (MoMa - courtesy by Mart) 

immagine

Il ponte oggi

immagine

Henry Cartier Bresson, "Near the hall of records" , MoMa New York

New York, New York

(Rovereto 11 Ottobre 2009) - ll prezioso (e raro) materiale fotografico del MoMa esposto per la prima volta in Italia, ha offerto non solo 100 anni della storia della fotografia, ma anche la storia di quel secolo così complesso che è stato il ‘900 e di come lo skyline di New York ne abbia saputo interpretare lo spirito. Il Mart ospita una mostra che ricostruisce per immagini il mito della Grande Mela.

"Immaginare New York", è una selezione di oltre 140 fotografie originali provenienti dalle collezioni permanenti del MoMA.  Se in anni recenti erano le Torri Gemelle che qua e là fanno capolino tra i capolavori, è un ponte il simbolo del Nuovo Mondo. Una foto di un anonimo che nel 1914 ritrae il  Ponte di Brooklyn (nella foto) e ci restituisce il fascino e l'energia che quelle genti dovevano respirare nei primi anni del nuovo secolo.

Prospettive verticali, altezze vertiginose, architetture ardite, il mito del progresso, l'epopea della immigrazione verso il Nuovo Mondo, le foto di strada dove emerge una nuova razza: l'uomo metropolitano.  La Città di New York con il suo fascino e le sue inquietudini emerge nella mostra, a cura di Sarah Hermanson Meister, che grazie a  scatti di grandi autori narra la nascita del mito della metropoli tra gli ultimi anni dell'800 e i primi anni del XX secolo fino ad oggi.

Ci penserà la crisi del '29 con il crollo della Borsa - rievocato così spesso in questo 2009...di crisi - a gelare gli entusiasmi. Ma nel. 1914 quel ponte era la manifestazione concreta dell'idea di progresso e della conquista.  Si deve certamente al Moma di New York l'aver intuito che la fotografia era un'Arte da collezionare. Fin dall'inaugurazione, nel 1929, il MoMA ne comprese il valore. Il primo direttore Alfred Barr proclamò che la collezione doveva espandersi oltre i confini della pittura e della scultura alla fotografia e così nel 1940 il MoMA ha già creato un Dipartimento per la Fotografia. Collezioni che via via sono aumentate e oggi sono tappa obbligata per qualsiasi studioso di fotografia.

Strade popolose in cui il progresso si mescola al pregiudizio razziale vengono immortalate tra gli anni Venti e Trenta dalla prospettiva modernista dei fotografi dell'epoca. I "Saldatori sull'Empire State Building" appesi nel vuoto di Lewis W. Hine dicono la grande impresa e la grande speranza che l'America poteva rappresentare al tempo. Era ottimismo, fiducia nel futuro, un'aria tutta nuova che dalle strade approdava alle prime riviste come Camera Work, raffinatissima e prestigiosa, guarda caso fondata proprio da Alfred Steinglitz. Più tardi verrà la fotografia "di strada" grazie al lavoro di artisti europei come Henri Cartier Bresson, Berenice Abbot o Helen Levitt.

Dal patrimonio del MoMa esposto  a Rovereto in questa fine 2009, emerge arte e  tecnica del fotografo e al tempo stesso la vitalità e il carattere dei newyorkesi. Emozioni, stati d'animo, pregiudizi razziali, ghetto. Volti di giovani e vecchi tra la speranza e il cinismo dicono un'epoca dalla quale noi stessi siamo figli.

La mostra è organizzata da The Museum of Modern Art, New York ed è patrocinata dall'International Council of The Museum of Modern Art. Sarah Hermanson Meister che ne  è la curatrice non ha dimenticato nulla: anche le folle oceaniche del pacifismo made in Usa a nome di una gioventù pericolosamente affacciata sul dramma del Vietnam. Mostra che si annuncia quindi emozionante perché dirà che cose che sono anche dentro di noi. Dirà il nostro Tempo. (C.Perer)


LEGGI:
> L'intervista alla curatrice di "Immaginare New York"
> Pionieri: Alfred Stieglitz
> E Delano raccontA l'Asia di Terzani
> Le altre mostre: Officina di san Lorenzo

Visita gli archivi di Scatti d'Autore

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata