Alberto Rigotti, mister E-Polis
di Corona Perer
(Milano, 7 novembre 2008) - Il termine 'valore' è tra i suoi preferiti. Alberto Rigotti, è nato a Trento, ma vive a Milano da molti anni dove insegna filosofia all'istituto San Raffaele. E' anche un personaggio dell'alta finanza, al vertice di importanti società, fra cui la ABM Merchant della quale è Presidente. Al tempo stesso ha interessi nel mondo delle infrastrutture (tra autostrade, porti e ferrovie) e nell'editoria con EPolis, un free-press che dovrebbe sbarcare nel 2009 anche in Trentino. Un quotidiano gratuito, diffuso in tutt'Italia che potrebbe rendere più dinamica la realtà della comunicazione anche tra le verdi valli trentine. EPolis è però diverso: gratuito, ma di buona qualità. Potrebbe insomma competere ed erodere la torta della pubblicità oggi appannaggio di tre quotidiani classici che si contendono i lettori in edicola, al costo di 1 euro (stando ai dati alcuni di questi sono già in forte flessione, altri - da tempo con segno meno - stanno risalendo n.d.r.).
"Nel nostro piccolo, EPolis è un sogno che tutti i giorni attraversa la fatica e la filiera della generazione del valore e si concretizza. E' un po' come la vittoria del sogno che ha portato Obama alla casa Bianca. Con la stessa sfida, la stessa convinzione" dice Rigotti che è a capo di una galassia finanziaria. In che modo mondi così concreti e materiali possono avere a che fare con la filosofia? Glielo abbiamo chiesto.
Presidente Rigotti, è possibile fare finanza con filosofia in un mondo economico come quello attuale determinato da automatismi tecnici come il prezzo del petrolio o del grano?
In realtà non sono due mondi così distanti e l'approccio sistematico che la filosofia in qualche modo impone è di aiuto ad una materia complessa come quella della finanza che va vista in modo sistematico.
Lei insegna, presiede un gruppo bancario, ha interessi nel campo dell'editoria. C'è un filo rosso in tutte queste attività?
Sì, ognuna ha l'obiettivo di generare valore. Ad esempio: l'impresa va sviluppata con le risorse umane che sono il suo patrimonio primario, ci deve essere una mission che è la filosofia aziendale, gli investimenti e poi anche deve sapersi comunicare. Tutto questo genera valore.
Secondo lei in Italia c'è la capacità reale di generare valore con le risorse umane? Non le pare che la pecca sia proprio un sistema che non premia il merito?
Questo è un contesto assai complesso. C'è chi vede il bicchiere mezzo pieno, chi mezzo vuoto. Ma io credo che anche dietro le criticità ci siano sempre le opportunità e spazi per recuperare energie.
Ma allora è l'italiano medio che non sa essere ottimista?
Sicuramente stiamo vivendo un momento critico di forte carenza di visione, di prospettiva e motivazione. C'è in effetti il rischio che prevalga il senso del vuoto. Bisogna riuscire a trovare un senso e magari un nuovo sogno. Ma io sono ottimista e del resto quale imprenditore non lo è? Non agirebbe altrimenti ! Essere ottimisti è un dovere in questo momento.
Quale può essere allora il bandolo della matassa per il sistema Italia?
Il punto di partenza sta sempre nell'avere un progetto preciso. Si genera valore sempre compiendo prima un passo importante: il sogno, che poi evolve in un progetto cioè in una idea chiara nitida. Quando un concetto è ben strutturato e ben definito, allora ecco che il progetto passa alla fase investimento e quindi si struttura in ricerca di risorse umane, capitali, squadre con le quali fare alleanze.
Mancano idee quindi?
Il punto è che ce ne sono tante e sono tutte mediamente vaghe, e anche di sogni ce ne sono tanti, vaghi anch'essi. L'idea iniziale deve invece essere chiara e nitida solo così diventa progetto concreto.
Ma questa Italia come appare ad un finanziere-filosofo-editore?
Guardi per me il nostro è ancora un paese vitale che di tanto in tanto tira fuori un prodotto di eccellenza capace di innovare sia nel design, nella moda o nell'ospitalità. Io vedo l'Italia come una piattaforma che può ancora dare molto.
E il suo Trentino? Lei lo vede dall'osservatorio milanese: come le sembra?
Devo dire che in questi ultimi decenni ha fatto passi importanti, voi magari - stando lì - vedete gli aspetti problematici, ma da fuori, le assicuro che Provincia e Regione hanno fatto un buon lavoro sia nel turismo che nella qualità della vita, in campo ambientali. Credo che i Trentini possano essere orgogliosi di come appare la loro terra oggi.
Quale le pare sia stata la migliore idea di questi anni recenti?
Si è puntato alla valorizzazione del patrimonio culturale, sulla ricerca e sulla innovazione anche con il coinvolgimento di importanti settori dell'università. Bene, direi, perchè il tutto appare come un disegno ben strutturato, non casuale, frutto di un insieme molto armonico.
Si parla di un suo interesse concreto sul Trentino, ma da un punto di vista editoriale. Progetti in vista?
Sì ma con prudenza e soprattutto verificando alleanze. L'idea che ho in mente non è di colonizzare ma di cercare alleati sul territorio per fare qualcosa che non sia distonico. L'interesse c'è, posso confermarlo.
Che cosa è per lei EPolis?
EPolis, nel nostro piccolo, è un sogno che tutti i giorni attraversa la fatica e la filiera della generazione del valore e si concretizza. E' un po' come la vittoria del sogno che ha portato Obama alla casa Bianca. Con la stessa sfida, la stessa convinzione.