Lo abbiamo intervistato a Riva del Garda per Radioincontri 2009. Poi il "nostro" è andato a Levico Terme, al Salone del Palazzo delle Terme, dove ha raccontato della sua amnesia e di Amnèsia (programma Rai): tutta una bugia

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"...La sorpresa più grande? Capire che c'è una memoria segreta del corpo: si ricorda come si fa l'amore, come si scia, come si va in bicicletta. Non è stupefacente, questo?"
(Matteo Caccia)

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"...in realtà uno parte da zero non curandosene di aver perso delle cose. E' come se fosse libero da tutta la zavorra e ricomincia non importa come e da dove. Ricomincia e basta, ma gode di più quello che riscopre di giorno in giorno. Infatti io dico che il programma è una sorta di manuale per disabituarsi dalle abitudini..."
(Matteo Caccia)

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Di questo illustre mentitore crediamo si possa dire anche un'altra cosa: e cioè che ha percepito dalla sua finta-amnesia un buon stipendio pagato come tutti i servizi Rai anche con denaro nostro. Questa è l'Italia, bellezza.
(C.Perer)

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Quella che si dice...faccia da schiaffi

Matteo Caccia, mentitore illustre (denari veri)

(giugno 2010) - Benvenuta Amnesia scrivevamo nello scorso luglio quando Matteo Caccia venne a Levico Terme per parlare del suo programma radiofonico. E si fece intervistare caruccio caruccio dal quotidiano L'Adige e anche dalla sottoscritta. Che lo aveva sentito anche per Radio Incontri a Riva del Garda dove era certamente intervenuto come una guest star.

"Non hai idea dei vantaggi che porta un'amesia - mi disse -puoi sempre dimenticarti di un compleanno o di un anniversario". Sentirsi presi per i fondelli nell'adempimento serio della propria professione  è dir poco. Il Caccia partecipava ai Radio Incontri di Riva del Garda.

Di certo non ti viene da dubitare delle fonti dirette - come un intervistato che ti racconta la sua storia - se tale storia viene fatta propria da un canale radiofonico pubblico: in questri casi si danno per acquisite - e già svolte a livello superiore - le dovute verifiche!

Peccato che fosse tutto una bugia come dimostra la chiusura del programma che compare anche nel blog
http://amnesia.blog.rai.it/. Vi invitiamo a cliccarlo e ringraziamo una lettrice che ce lo ha segnalato. Non tutto può restare sotto controllo e devo dire che la notizia ci è sfuggita anche perchè non mi pare abbia avuto il clamore che meritava. Di essere presi per i fondelli si è tutti stufi. Certo, si dirà che c'è anche Forum e il GF e poi le storie di Maria De Filippi, la vera - la prima - la grande inquinatrice del tubo catodico.

Dunque: tutto falso. Matteo Caccia raccontava dello specchio e di se stesso: cosa penserà oggi quando si guarda allo specchio? Forse dirà "Che figo sono stato a bleffare e trasformare in un successo editoriale una bugia prendendomi gioco degli ascoltatori".

Così, visto che qualche giorno abbiamo pubblicato un servizio sull'aiuto che la radio può dare per imparare  a non cadere nelle truffe, soprattutto quelle web...ora per par condicio il web dirà che è bene stare attenti anche a non cadere nelle truffe radiofoniche. Quindi di seguito non tocchiamo una riga di quanto scritto perchè possiate leggere le dichiarazioni alla luce del senno di poi, cioè sapendo che parlava da mentitore.  Le reazioni degli ascoltatori (offesi) non sono mancate.

Col senno di poi qualche risposta poteva essere avvisaglia per dubitare. Ma nel fuori onda ricordo che fu esplicito: "sapessi che fatica ho fatto" mi disse.  Di questo illustre mentitore crediamo si possa dire anche un'altra cosa: e cioè che ha percepito dalla sua finta-amnesia un buon stipendio pagato come tutti i servizi Rai anche con denaro nostro. Questa è l'Italia, bellezza.

Corona Perer
direttore di SENTIRE

***

(10 Luglio 2009) - Matteo Caccia oggi scherza e due anni fa furono in molti a pensarlo "Matteo scherza" dissero anche in famiglia. Perché quel che gli accade l'8 settembre 2007 è ancora un mistero: in quel giorno era un uomo che aveva perso tutto. I fatti: Matteo sta ascoltando la fidanzata al pianoforte quando sviene.

E quando apre gli occhi e si ritrova "resettato": ha perso ricordi e riferimenti. Non sa nulla di quello che lo circonda e dei suoi 33 anni. La storia di Matteo Caccia, un passato di attore e autore radiofonico, è la storia di un uomo che un giorno ha dovuto ricominciare. Tecnicamente: amnesia retrograda globale. Ci vorrà un anno per ricostruirsi. Un anno durante il quale ricostruisce la sua esistenza, ma non la sua memoria. Un anno di rivelazioni quotidiane e stupore di fronte ad un mondo che gli appare sorprendente in ogni sua espressione.

Esattamente un anno dopo, l'evento si fa storia e diventa "Amnèsia" un programma in onda dal lunedì al venerdì alle 12.10 in diretta su Radio2 a cura di Emma Caggiano e Renzo Ceresa. La trasmissione, a firma di Matteo Caccia e Alessandro Genovesi (regia di Tiziano Bonini) è subito un successo. Se la tramissione è originale e interessante, altrettanto geniale è il sito dove compare Matteo Caccia con un cartello "Ho 33 anni e un anno fa ha preso la memoria, da quel giorno per me ogni volta è la prima volta".
Di questa esperienza Matteo Caccia ha parlato di recente a Riva del Garda in occasione di Radioincontri e a Levico Terme al Salone del Palazzo delle Terme insieme ad Alesssandro Genovesi autore di "Amnèsia" (Mondadori). Ecco come Caccia ci ha raccontato la sua esperienza.

Come si ricostruisce una vita? Tu da dove sei ripartito?
Lo racconto spesso in radio: in realtà uno parte da zero non curandosene di aver perso delle cose. E' come se fosse libero da tutta la zavorra e ricomincia non importa come e da dove. Ricomincia e basta, ma gode di più quello che riscopre di giorno in giorno. Infatti io dico che il programma è una sorta di manuale per disabituarsi dalle abitudini.

Non hai mai tenuto di essere frainteso e che qualcuno ti accusasse di spettacolarizzare un fatto privato?
La questione vero/falso è ancora molto dibattuta. Io la lascio volutamente insoluta anche con i miei ascoltatori. L'amnesia in fondo è un mezzo per parlare di altro. E comunque non sono mai entrato nel merito della mia questione clinica. Lo troverei morboso.

Quindi...se ti chiedo: vero o falso? Cosa rispondi?
Ti rispondo: non conta. E' più interessante per me se ti piace.

Riprendere confidenza col microfono, che già usavi, è stato "narrare" o anche "ricostruire"?
Il microfono è uno strumento per dire, un po' come la tua penna per scrivere. La forza del microfono è la grande intimità che crea tra chi parla e chi ascolta e questo aiuta anche a riannodare i fili della propria vita.

Tieni ancora un diario nel quale ricostruisci i pezzi della tua vita?
Sì, ho sempre l'abitudine di appuntarmi delle cose ogni giorno che poi rielaboro quando vado in onda.

E' più funzionale al programma o alla tua vita?
Certamente alla mia vita.

Nel press-kit fornito dalla Rai ai giornalisti c'è un file con Moccia che fa per la prima volta l'amore. Non è un indulgere al voyerismo di tanta programmazione televisiva?
Io credo che in questo periodo ci sia una estetica della biografia: al pubblico interessa moltissimo sapere cosa accade alle persone.

La mettiamo così anche per le storie ra Villa Macherio e Villa Certosa?
Io dico che gli italiani guardano con piacere le vite degli altri. Anche la mia. Ma più che voyarismo direi che in giro c'è tanto auto-biografismo. 

Quale è la cosa più bella che hai ritrovato?
Il piacere della scoperta ma la sorpresa più grande è stata capire che c'è una memoria segreta del corpo: si ricorda come si fa l'amore, come si scia, come si va in bicicletta. Non è stupefacente, questo?

La reazione degli ascoltatori?
Sbigottita all'inizio, poi di incredulità, e infine di complicità.

Sicchè benedetto sia il colpo di Amnesia!
Certo consiglio a tutti di avere un'amnesia. Porta vantaggi e molti buoni alibi per dimenticarsi di compleanni e anniversari. Ma soprattutto è un bel modo per ricominciare. E scrollarsi di dosso tutto quel che non serve.
(Corona Perer)

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