Come si diventa imprenditori? "Vendendo tabacco alle pie donne, dopo la messa e tolti gli abiti da chierichetto". Lo svela in un libro-testimonianza Mario Marangoni, industriale del pneumatico.

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Una delle immagini del libro monografico
sotto la copertina

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Lo stabilimento di Rovereto negli anni '60

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I primi collaboratori della futura Marangoni spa

MARIO MARANGONI, un imprenditore si racconta

Cinquant'anni di attività d'impresa sono un bel traguardo e così come presidente della Marangoni SpA e soprattutto come socio fondatore, Mario Marangoni ha voluto rivedere il cammino fatto, in un libro.

Due le firme che hanno avuto il compito di raccontare l'industria di ieri e di oggi: Mauro Marcantoni e Mario Apolloni. Marangoni si racconta gettando lo sguardo lungo la strada percorsa irta di difficoltà e fatica ma non priva di soddisfazioni e successo.

Il marchio della Marangoni è diffuso in cinque continenti, l'azienda esporta tecnologia e know how.
"Posso dire che tutto è cambiato in cinquant'anni, tutto eccetto una cosa: l'atteggiamento che ci aiuta ad affrontare e a superare le sfide" dice il cavaliere che indica in questo il segreto di chi sta ai vertici di un'azienda. E la sua storia è fatta di entusiasmo, intraprendenza e anche della incoscienza della giovinezza.

Guardando a ritroso il cavalier Marangoni si chiede anche se sia possibile, a posteriori, sintetizzare in una formula le ragioni del successo di un'impresa. Fortuna o misteriose alchimie? "Per far nascere e crescere un'azienda è necessario un grande amore per il lavoro, un fiuto particolare per gli affari, un po' di sagacia, un po' di fortuna e una buona dose di coraggio".

Ecco dunque la ricetta made by Marangoni raccontata nel libro edito da Iasa Edizioni (143 pagine  e numerose foto d'epoca e a colori) e in vendita presso la Libreria dell'Automobile a Milano che per sua norma espone solo dei testi che hanno significato nella storia dell'auto.

Mettiamo allora in cornice alcune delle dichiarazioni 'storiche' del capitano d'impresa che da piccolo, smessi i panni del chierichetto vendeva a fine messa il tabacco da naso alle pie donne. "In base alla mia esperienza posso dire che si diventa imprenditori se si verificano alcune condizioni basilari di contesto. Innanzitutto ci vuole un po' di fame. Io sono cresciuto dopo la guerra e, in quel periodo, tutto era da ricostruire e di fame in giro ce n'era molta. E quando dico fame intendo anche fame di indipendenza, di voglia di realizzarsi, di dimostrare le proprie capacità."

E circa le strategie di un'impresa, Marangoni dichiara: "Se qualcuno mi chiede: perché vi internazionalizzate?, rispondo che la prima cosa che un imprenditore deve fare è andare nel paese che domani potrebbe essere un concorrente, per osservare e fare un confronto. Questo è il motivo per cui sono andato negli Stati Uniti: perché era il paese di riferimento per noi, il paese in cui lo sviluppo tecnologico era più avanzato. E una volta lì ho capito che avremmo potuto competere anche con gli americani".

Infine il contesto. "Un altro elemento indispensabile per lo sviluppo è la capacità di fare rete. Alla fine degli anni Ottanta, era stato organizzato un importante meeting per lo sviluppo, al quale fu invitato anche il premio Nobel Franco Modigliani, ora scomparso. Ci disse quello che avevamo già fatto".

Quanto al futuro "...Se oggi un imprenditore decide di agire da solo non c'è dubbio che si rende la vita più difficile. Rispetto ad una volta il mondo è infatti molto più complicato e ha bisogno di persone con un alto tasso di specializzazione. Per le aziende adesso è indispensabile lavorare in gruppo. L'imprenditore "puro" che decide tutto da solo non esisterà più. Oggi ci sono i Consigli di Amministrazione e si organizzano confronti e meeting per adottare le scelte migliori. Chi vuole fare l'imprenditore sappia che la strada è sempre in salita. È per questo motivo che la formazione deve essere tenuta nella più grande considerazione come un fattore continuo e costante nella vita di tutti i giorni".

Per finire una lezione di umiltà. "Personalmente impiego molto del mio tempo a leggere e non la considero un'azione improduttiva, anzi. Bisogna essere aggiornati su tutto, bisogna essere sempre curiosi. E poi riflettere su se stessi e, se necessario, fare anche autocritica. È inevitabile, infatti, commettere errori. Dopo averli commessi, un errore ancora più grande sarebbe dimenticarli senza averne tratto il giusto insegnamento".

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> L'abstract tratto dal libro "Marangoni storia di un'industria"

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