Amarcord in fotografia

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LEONARD FREED. IO AMO L'ITALIA

 

 

Leonard Freed nasce a Brooklyn (New York) nel 1929 da una famiglia di operai di origine ebree, proveniente da Minsk, Russia. Nel 1952 viaggia per la prima volta in Europa (Inghilterra, Scozia, Spagna, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi), dove la sua passione per l'arte - adora la pittura - lo porta a scoprire la fotografia. Inizia a lavorare come fotoreporter per numerose testate internazionali, pur mantenendo la sua sensibilità artistica. Dopo essere tornato a New York nel 1954, decide di lasciare la famiglia e trasferirsi a Little Italy. Qui ha l'occasione di vivere da vicino i costumi e la quotidianità della comunità di immigrati italiana. L'attenzione per l'affetto e il calore della gente spingono la sua ricerca verso soggetti sociali. Nonostante il carattere quasi antropologico degli scatti, Freed non dimostra nessun interesse per i risvolti politici del suo lavoro. Al contrario, le fotografie diventano il mezzo attraverso cui esplorare la propria storia e le origini culturali della sua famiglia.

 

 

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Leonard Freed "Io amo l'Italia"

(Roma 30 marzo  2012) - Dopo MIlano dove è stata allestita alla Fondazione Stelline (dove l'esposizione rientrava nel calendario ufficiale nazionale delle iniziative per le celebrazioni del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia) la mostra di Leonard Freed (New York, 1929 - 2006) dal titolo "Io amo l'Italia" sarà visitabile fino al fino al 27 maggio al Museo di Roma in Trastevere.

In mostra 100 immagini, tra vintage e modern print, che ricostruiscono una sorta di diario degli oltre quarantacinque soggiorni compiuti dal fotografo in Italia, terra con la quale intrattenne un rapporto che lui stesso definì "una storia d'amore".

La selezione di scatti di Leonard Freed - dal 1972 membro della Magnum, la celebre agenzia fotografica - spazia dagli esordi fino alla maturità, abbracciando numerose tappe della sua prestigiosa carriera.

Il percorso espositivo attraverso immagini analogiche rigorosamente in bianco e nero, consente di cogliere il lato più commovente ed incisivo di Freed, capace di ritrarre la nostra società senza usare stereotipi, con scenari che descrivono uno spaccato umano nel quale sono evidenti le influenze maturate grazie agli incontri che il fotoreportage ha reso possibili.

L'Italia lo ha affascinato perché il passato è sempre presente, in un modo o nell'altro, nella vita quotidiana della gente, nei volti, nei gesti, soggetti privilegiati delle sue opere, che mostrano una forza inaspettata grazie ad una delle qualità magistrali di Freed: un'innata curiosità e un rara inclinazione all'immedesimazione.

Nonostante il carattere quasi antropologico degli scatti, Freed non dimostra nessun interesse per i risvolti politici del suo lavoro. Al contrario, le fotografie diventano il mezzo attraverso cui esplorare la propria storia e le origini culturali della sua famiglia.

Durante gli anni '60 Freed compie il suo primo viaggio in Israele e di ritorno a New York comincia a fotografare il quartiere nero di Brooklyn, la situazione degli afroamericani e il movimento dei diritti civili. Sempre negli anni '60 pubblica un libro sugli ebrei della Germania del dopoguerra. Nel trentennio successivo, Freed compie numerosi viaggi ed espone in diverse mostre presso importanti spazi pubblici e privati in tutta Europa. I numerosi soggiorni europei segnano per il fotografo americano l'inizio di "una lunga storia d'amore", come ammette più volte nel corso della carriera, con l'Italia.

Milano, Roma, Napoli, Firenze e Siena lo incantano: la spontaneità delle persone e il desiderio di sfuggire alla miseria lasciata dalla Seconda Guerra Mondiale vengono immortalati con una sensibilità rara. Dall'incontro con il nostro Paese seguono altri quarantacinque viaggi, molti dei quali in Sicilia e nella capitale, che diventano il pretesto per analizzare la penisola in tutti i suoi aspetti: una stratigrafia dettagliata che racconta mezzo secolo di cambiamenti attraverso i volti di contadini siciliani, di nobili romani o di gente comune che ha reso l'Italia una terra unica al mondo.

Leonard Freed si spegne nel 2006 a New York, lasciando incompiuto un grande progetto fotografico dedicato alla città di Roma. Uscirà postumo il libro dedicato a Venezia, mentre si moltiplicheranno le mostre omaggio in tutto il mondo: prima Milano ed ora Roma.

editing: Guglielmo Vasto

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