C'è anche il futuro mancato di un neonato trovato dentro una misteriosa cesta in vimini: un piccolo egiziano morto poco dopo la nascita

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Le emozioni di "Egitto Mai Visto"

Ma cosa facevamo noi mentre gli antichi Egizi costruivano piramidi? "Palafitte, e non avevamo nemmeno lascrittura a loro già nota" risponde Franco Marzatico, direttore del Castello del Buonconsiglio.

A poche settimane dall'apertura la mostra "Egitto mai visto" registrava già numeri insperati di visitatori, visto che l'evento non è il solo in Italia. Il merito va non solo all'allestimento scenografico ma anche alla particolarità delle collezioni.

Ci sono inediti, ma anche oggetti di una tale rarità da far entrare il visitatore in empatia con il piede che calzava i sandali ritrovati ad Assyut in eccezionale stato conservativo o con il corpo che riempiva le altrettanto eccezionali tuniche ritrovate tra gli arredi funerari giunti dalle casse del museo Egizio di Torino (e mai esposti finora).

Tra le emozioni anche quella di entrare con lo sguardo dentro il futuro mancato di un neonato trovato dentro una misteriosa cesta in vimini: un piccolo egiziano morto poco dopo la nascita. È esposto anche un piccolo coccodrillo che sembra capace di rianimarsi per cercare di corsa il suo habitat naturale. La mostra insomma ha trovato il mix giusto tra l'inedito e il sensazionale come la mummia di gatto che una Tac ha dimostrato essere integro degli organi interni. Non venne quindi ucciso come al tempo si usava, segno che era amato e aveva un suo ruolo domestico.

"Stupiscono gli arredi funerari che dovevano confortare i defunti e l'Ureo (nella foto) dalle linee così moderne quasi contemporanee" dice Marzatico. Leggi l'intervista qui






Nella sequenza fotografica dall'alto vero il basso
> La cesta con i resti di un neonato
> Mummia di Coccodrillo
> L'interno di un sarcofago con resti umani
> Una cassetta per la cosmesi

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