Le sue immagini, conservate al MoMa di New York sono un pezzo di storia della Grande Fotografia

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ALFRED STIEGLITZ, 1864-1946
Città dell'ambizione. 1910
Fotoincisione, 34 x 26,1 cm
The Museum of Modern Art, New York.
L'immagine è esposta nella mostra
"Immaginare New York. Fotografie dalla collezione del MoMA"
11 luglio-11 ottobre 2009, Mart Rovereto

Alfred Stieglitz, grande fotografia

Un perfezionista, attento, maniacale. "La fotografia è la mia passione. La ricerca della verità, la mia ossessione" disse un giorno Alfred Stieglitz. Era così preciso e paziente da riuscire ad attendere tre ore nella tormenta per scattare nel 1893 il famoso "Inverno nella 5a strada": una carrozza nella neve, trainata da 4 cavalli.
Considerato universalmente uno dei padri della fotografia Alfred Stieglitz (1864-1946) era ebreo, come Robert Capa e Garry Winograd. Pare che la fotografia abbia molto a che fare con la sensibilità ebraica. Una passione che forse riguarda il secondo comandamento della fede ebraica che vieta di riprodurre ogni immagine.
Nato a Hoboken vicino a New York, Stieglitz studia ingegneria meccanica all'Università di Berlino e inizia a scattare le sue prime fotografie in giro per l'Europa non ancora ventenne. All'età di 24 anni riceve il primo di oltre 150 riconoscimenti fotografici.
Una celebre immagine di Alfred Stieglitz, profeta della modernità in terra americana, è quella che pubblichiamo. C'è la New York, vitale e spregiudicata con i suoi primi grattacieli. Il grande fotografo coglie l'essenza di luoghi che sarebbero presto diventati meta sognata per molti artisti. Fu il primo a immortalare il dinamismo e il tumulto di New York, influenzando tutta la fotografia successiva.
Oltre che fotografo Stieglitz fu anche un grande divulgatore d'arte: dedicò la sua vita a promuovere e sviluppare in America la fotografia che aveva imparato a conoscere in Germania. Lo fa con un giornale, "Camera Work" la prima e più importante rivista di fotografia artistica americana che raduna il gruppo Photo-Secession formato dai migliori fotografi americani del tempo.
Escono 50 numeri dal 1903 al 1917 su sottile carta giapponese con foto inserite a mano. Di lì a qualche anno nasce anche la galleria "291" di Fifth Avenue punto di riferimento della vita culturale newyorkese. Ospiterà artisti emergenti della vecchia Europa dove il giovane Alfred era andato a studiare. Questi artisti hanno nomi all'epoca sconosciuti. Si chiamano: Cezanne, Van Gogh, Picasso e Picabia, Matisse e Braque. Sono le avanguardie europee.
Formatosi al gusto estetico europeo e tedesco in particolare, ritorna negli Stati Uniti nel 1890, e diventa interprete del "Pittorialismo", movimento che cerca di portare la fotografia verso la pittura.
La ricerca di colori tenui e pacati e gli stilemi ammirati in Europa dai pittori europei suoi contemporanei, lo portano a ritoccare, ammorbidire e sfocare le lastre a pennello. Le sue fotografie dovevano ‘sembrare' fotografie senza esserlo del tutto. Come questa che rappresenta l'apice del Pittorialismo. (C.Perer)

>> L'articolo integrale è pubblicato su SENTIRE 07
supplemento stampato trimestrale uscito il 9 luglio 09
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