Intervista a...Mister Idrogeno

immagine

Mario Marangoni, industriale

immagine

Mario Marangoni: il futuro sta nell'idrogeno

di Corona Perer

Si accende così tanto a parlare di energia che lui stesso potrebbe essere una fonte di energia rinnovabile. Mario Marangoni, quasi 78 anni (55 dei quali passati in azienda e 30 dedicati all'energia) è in qualche modo un pioniere: cominciò a porsi il problema nel 1973.

Un uomo appassionato di futuro come dimostra la recente decisione di far ricostruire alla Marangoni il Lunar Rover. "Era l'anno della guerra del Kippur: i paesi arabi ci negarono il petrolio per aver aiutato Israele. Con l'austerity scoprimmo che la sostanza non era eterna e che ne eravamo ostaggio" racconta il cavaliere che proprio in quell'anno deve aver guardato le sue gomme accatastate nel piazzale. Quelle dismesse le avrebbe riciclate, altre bruciate per produrre calore. L'impianto di autogenerazione del quale lo stabilimento si serve è giunto già alla terza generazione. Ma Marangoni non ha smesso di pensare che la questione energetica è problema di tutti. Parlare con lui è come consultare un dizionario aggiornato. Ti racconta di batteri e di celle solari. "Pensi, alle Hawaii hanno scoperto organismi che mangiano ossigeno e producono idrogeno. Magari un giorno sarà necessario pensare ad un allevamento" e scoppia in una risata tornando serio per aggiungere che degli scienziati pensano di manipolare geneticamente dei batteri perché facciano altrettanto. Di energia, insomma, il cavaliere se ne intende e all'università di Trento fanno tanto di cappello perché come presidente della Fondazione Caritro ha spinto molto per la ricerca con progetti co-finanziati targati "made in Trento".  Ma lui minimizza.

Cavaliere, ma lo sa che i ricercatori le farebbero un monumento?
Guardi che se siamo così avanti è anche perché la Provincia è stata molto sensibile alla ricerca. E tuttavia siamo ancora in fortissimo ritardo.

Che ne è stato del prototipo Fiat all'idrogeno presentato al Mart?
E' la BMW la casa più avanzata al mondo. Le resistenze qui sono ancora molto forti.

Per quale motivo?
C'è un retaggio culturale. Forse perché lo Zepelin che si incendiò andava ad idrogeno o perché la Bomba H era appunto all'idrogeno e questo in qualche modo esercita ancora la sua influenza.

Dunque, un problema psicologico?
Sì, ma anche pratico. Quale condominio accetterebbe mai nei garages sotterranei auto a idrogeno? Senza considerare i problemi legati alla distribuzione. Ma presto entreremo sull'asse Amburgo-Palermo

E come, scusi?
Si stanno studiando centri di distribuzione di idrogeno. Trento è uno di questi con il progetto AGIP Multiutility. Ne verrà fatto uno per la distribuzione di benzina, gas metano, idrogeno ed energia elettrica.

Ma quale è la vera frontiera tra queste fonti?
L'idrogeno. Non produce scorie e lo si può usare per produrre energia elettrica. E un motore elettrico non produce né rumore, né polveri sottili, né inquinanti.

Che ne sarà allora del petrolio?
A parte che un bel giorno finirà (e la curva discendente è già iniziata), lo useremo come già avviene per produzioni molto più nobili della volgare autotrazione. Col petrolio produciamo già tessuti sintetici, plastiche, anche le fibre di carbonio utilizzate per costruire i grattacieli, più leggere del ferro ma con la stessa capacità di portata. L'oro nero dovrà essere preservato proprio per questi usi.

E come sarà il tessuto industriale del futuro: ancora dipendente del petrolio?
Il sistema sta già cambiando oggi. Ci saranno anziende più piccole, ma più avanzate e autonome energeticamente, quindi in grado di reggere la concorrenza. Saremo sempre più Hi-Tech e solari.

Cavalier Marangoni, perché l'energia è così centrale nei suoi pensieri?
Perché bisogna capire che in cima ad ogni nostra scelta ci sono questioni energetiche e la sfida di oggi è catturare quell'enorme fucina di energia che si sfugge. Io credo nel sole: dobbiamo riuscire a imprigiornarne l'energia e a liberarla secondo la nostra necessità.

Quindi 10 e lode ai ricercatori dell'università di Trento...
Certo. Abbiamo già costituito la società che dovrà sviluppare commercialmente il sistema. Si chiama Solar Trento e lo realizzerà su scala industriale. Allora sì, si potrà parlare di risparmio energetico in atto da fonti alternative e rinnovabili.

Ma la sua è passione personale o scelta di business?
No c'è anche molta passione. Di energia mi occupo da trent'anni.

E quanto ci vorrà per vederla tradotti in prassi comune?
Con la ricerca si sa quando si parte mai quando si arriva.

Neanche un pronostico a spanne?
Almeno 10 anni perché diventi routine e non considerandomi immortale confesso che mi piacerebbe vedere realizzate almeno una di queste idee. 
(ottobre 2009)    

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata