Congo, lo scimpanzè pittore
Picasso e Dalì restarono stupefatti. Mirò volle comprarle. Le opere di Congo lo scimpanzè artista, sono notevoli. Lo dimostra il fatto che Mirò volle barattare un suo disegno e mettersi in salotto proprio Congo, lo scimpanzè che aveva mostrato al mondo la capacità "artistica" dei primati. L'opportunità più unica che rara di vedere cinque opere, per la prima volta in Italia, di mister Congo fu data dalla mostra "Scimmia Nuda" a Trento.
Provenivano da Londra dove la curatrice della mostra Claudia Lauro si recò personalmente per ottenerle, altre provengono dalla California. "Soffermarsi a guardarle fa riflettere e consente di percepire il mistero della vita e dell'evoluzione umana" afferma. Il primo ad osservare il fenomeno era stato lo scienziato Desmond Morris a metà degli anni '50. Con le opere di Congo la mostra "Scimmia Nuda" avevac apertp un capitolo affascinante: la percezione estetica nei primati ma anche l'arte in senso lato. L'arte come dimensione antropologica: in mostra infatti anche dieci serigrafie originali realizzate da Andy Warhol nel 1983 dedicate alle specie animali in via di estinzione e prestate dalla Feldman Gallery di New York.
Il percorso espositivo coniugava un discorso rigorosamente scientifico con una domanda antropologica: che sta facendo l'animale uomo, l'unico che non si rapporta con l'ambiente secondo leggi solo e squisitamente naturali, ma utilitaristiche?
Quale sarà il futuro dell'umanità se queste sono le premesse? I triangoli e i vortici di Congo, magnetici, imterpellano ancora oggi la scienza. Forme (non semplici segni), accostamenti cromatici di grande effetto, figure che vennero confrontate anche con i disegni che fanno i bambini nella prima infanzia fino a quando non pervengono alla percezione della figura. La scimmia invece non è ancora riuscita a rappresentare la realtà anche se nel 1942 allo zoo di Londra venne osservato un gorilla che tracciava attentamente il contorno della propria ombra sul muro.
Si stava raffigurando? Non ne abbiamo ancora la certezza.
Fu però otto anni più tardi che si cominciò ad ipotizzare la possibilità di una percezione estetica nei primati. L'etologo Desmond Morris (che oggi è anche un affermato artista surrealista) compì delle osservazioni e vide che l'attività "artistica" delle scimmie antropomorfe in cattività non sembra avere una particolare funzione se non di passatempo: a differenza degli uomini il loro scopo non è quello di creare un'immagine visiva che duri, che piaccia, che ispiri, provochi o scandalizzi. Un pittore vuol produrre un effetto, uno scimpanzè getta via il suo prodotto una volta finito. O meglio non se ne cura più una volta che lo ha ultimato.
"Ma fino a quel momento come mi ha raccontato Desmond Morris, è difficilissimo togliergli il foglio. Congo si arrabbiava da matti se solo si tentava di farlo" spiega Claudia Lauro. "Morris notò che se lui tracciava una linea in mezzo al foglio e da una parte disegnava una macchia, lo scimpanzé automaticamente disegnava dalla parte opposta. Inoltre il suo disegno stava sempre all'interno del foglio e occupava in maniera omogeneo lo spazio disponibile, dimostrazione di una certa percezione di simmetria, omogeneità". Ma quel che stupisce è che lo scimpanzè compie arte astratta.
L'arte che oggi si fa dopo un lungo cammino che attraverso i secoli, passa dalla simbologia al contenuto religioso, ha il suo acme nel Rinascimento e poi ripiega verso il simbolico per destrutturarsi, alla fine nell'astratto. L'uomo nel frattempo si è evoluto, ha inventato il motore a scoppio, è andato sulla Luna, ha decifrato il genoma, domina e usa il mondo come fosse suo perchè si è dimenticato di essere animale fra animali. Al contrario le scimmie antropomorfe fanno arte partendo da quel che è il nostro punto d'arrivo e lo scimpanzè è il nostro parente più prossimo. O per dirla più correttamente siamo animali anche noi, immersi in un mondo animale, nel quale meglio (e peggio) di tutti gli altri animali abbiamo usato Madre Natura. Con lo scimpanzé condividiamo il 98% del Dna, ma noi abbiamo del tutto dimenticato il nostro essere animale.
"Recuperarlo ci aiuterebbe ad avere un approccio diverso con la natura che non è solo nostra" ci spiega la dottoressa Claudia Lauro. Riflettere sullo scimpanzè, animale come noi dotato di sentimento, genio e abilità, pulsione sessuale, conduce all'unicità dell'uomo le cui mani sanno comporre la più immateriale e necessaria delle arti: la musica. Il cui cervello ha concepito cattedrali del pensiero, il cui ingegno ha prodotto la tecnologia che oggi domina il mondo spogliandolo di sentimenti.
(Trento, 9 novembre 2007)