Missione: instaurare e ampliare rapporti e collaborazioni con artisti, curatori italiani e stranieri, istituzioni pubbliche e private

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Esther Stocker al lavoro

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Paola Stelzer e la piattaforma-residenza

di Corona Perer

(13 settembre 2009) - Una  piattaforma agile, capace di agire a livello locale, nazionale ed internazionale, realizzando progetti legati alla ricerca artistica contemporanea nei più diversi luoghi, situazioni e contesti di produzione, esposizione e dialogo artistico. A pensarla è stata Paola Stelzer: UpLoad Art Project (riassuna nella sigla Ulap) nasce all'inizio di quest'anno.

Sarà uno spazio sperimentale no profit? Quella che di fatto è la sede dell'Orchestra J. Futura, ovvero il palazzetto di via Suffragio, diventa residenza e casa d'arte per ospitare e promuovere ricerche legate all'arte contemporanea su più livelli, aprirsi alla contaminazione tra espressioni artistiche differenti, in particolare con la musica, al contatto e all'interazione non solo con artisti, ma anche con i diversi soggetti del sistema del contemporaneo.

Pur avendo uno spazio fisico di riferimento, lo scopo del progetto è quello di intervenire con assoluta libertà e snellezza all'interno dei contesti più differenti, sostenendo e affiancando gli artisti anche nella realizzazione di opere che, prescindendo dall'ortodossia formale dell'evento espositivo pensato quale mostra, si realizzino con inusuali modalità installative, in forme processuali o progettuali articolate.

Attivo nella produzione di mostre, eventi e progetti artistici, UpLoad Art Project sostiene e promuove progetti in cui l'arte diventa strumento di indagine sul presente e favorisce il dialogo interdisciplinare e interculturale, rivolge particolare attenzione ad artisti e poetiche provenienti da nazioni e aree geografiche diverse, a iniziative che consentano di integrare linguaggi diversi e capaci di parlare ad un ampio pubblico, non solo agli addetti ai lavori.

Paola Stelzer ha chiamato accanto a sé tre curatori: Federico Mazzonelli, Silvia Conta e Julia Trolp. Al fine di fare interagire più soggetti legati al circuito dell'arte contemporanea e di garantire eventi significativi, UpLoad Art Project lavora per coinvolgere diverse realtà: singoli artisti, collezionisti privati, gallerie, enti pubblici. Anche nelle iniziative che non si sviluppano direttamente come eventi espositivi, ma ad essi correlati in senso ampio e sempre in accordo con le linee guida del progetto.

Gli artisti sono arrivati subito e sono: Federico Pietrella (1973, Roma) che vive e lavora tra Roma, Berlino e Milano, e poi l'altoatesina Esther Stocker (1974, Silandro) anche lei sospesa tra Vienna e Londra, Jaroslaw Flicinski (1963, Polonia) artista strettamente legato alla sua Varsavia) ed infine  Rainer Kehres & Sebastian Hungerer (1958, Pforzheim, Germania e 1972, Marburg, Germania). Due artisti che vivono a Karlsruhe (Germania) e lavorano per la prima volta in Italia.

Ma ULAP nasce anche come progetto dedicato alle arti visive contemporanee accanto al progetto in ambito musicale J Futura Orchestra, per ampliare il campo di ricerca e sperimentazione a più discipline artistiche e favorire la contaminazione reciproca.

Ecco cosa si propone: realizzare mostre,  organizzare residenze d'artista, promuovere incontri e dibattiti le cui tematiche attraversano trasversalmente la ricerca contemporanea non solo plastico/visiva ma anche letteraria, filosofica e musicale. Ci saranno anche progetti esterni allo spazio espositivo, nell'ambito di manifestazioni e una collaborazione con altri enti pubblici e privati.

I curatori stanno ora lavorando al sito web, concepito come elemento fondamentale dell'intero progetto. Si configura come spazio integrante rispetto alla sede fisica della galleria. In esso sarà presente materiale di documentazione e approfondimento relativo agli eventi in corso e a quelli passati, nonché agli artisti e all'attività di realizzazione delle opere per le diverse mostre.

Lo spazio espositivo di UpLoad Art Project è situato nel centro storico di Trento, in un palazzo ristrutturato tra 1984 e il 1986 dall'architetto Giovanni Stainer, di cui rimane anche l'interessante scala interna. Il secondo e il terzo piano costituiscono l'area espositiva, con una superficie complessiva di circa 140 metri quadri distribuiti  sui due piani di differenti dimensioni. Al quarto piano si trova un appartamento in cui gli artisti possono essere ospitati in residenza per periodi di differente durata, a seconda del progetto.

Al primo piano del palazzo è collocata la sede amministrativa di J Futura Orchestra e a pianoterra, accanto all'attività legata ai tessuti che Paola Stelzer continuerà a portare avanti, è stato allestito uno spazio che dai prossimi mesi sarà dedicato a progetti legati al design, nella sua componente di ricerca e anche di elemento con un legame privilegiato con la quotidianità.

Giovani talenti, ambito di ricerca che spazia dal locale all'internazionale e forte apertura all' interdisciplinarità sono caratteristiche che accomunano J Futura Orchestra e UpLoad Art Project. La condivisione dello stesso edificio favorisce una fluidità nello scambio di idee e la possibilità di crescere in una dimensione di una contaminazione continua tra espressività differenti.

L'ingresso principale dello spazio è su via del Suffragio, al numero 24, ma dispone anche di un accesso su via Torre Verde, che oltre ad offrire un altro punto di contatto con la città, facilita le operazioni di carico e scarico delle opere e del materiale utilizzato dagli artisti, ulteriormente agevolate da un ascensore interno che percorre l'intero edificio.

E da subito verrà promossa anche una serie di conferenze: dialoghi con gli artisti e incontri con esperti del settore punterà ad approfondire le tematiche poste dalle diverse mostre in corso. Già nelle settimane immediatamente successive all'opening della mostra prenderà il via anche la serie degli eventi collaterali. Il primo sarà la presentazione del volume di Paola Valenti, docente presso l'Università degli Studi di Genova, Lucio Fontana in dialogo con lo spazio: opere ambientali e collaborazioni architettoniche 1946-1968 (De Ferrari, 2009, Genova).

Il progetto inaugurale è "Good night, sleep tight", il cui titolo costituisce un ironico riferimento alla permanenza degli artisti nell'appartamento posto al piano superiore dello spazio espositivo, presenta una serie di lavori attraverso i quali gli artisti invitati hanno instaurato un dialogo con lo spazio stesso o con elementi e situazioni sviluppatesi durante la loro residenza.

Gli artisti in residenza sono: Jaroslaw Flicinski, Rainer Kehres & Sebastian Hungerer, Federico Pietrella, Esther Stocker


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