Marco Campanini e il mare
di Corona Perer
(Milano, maggio 2008) - "Nessuna onda può pettinare il mare". Il titolo è davvero suggestivo. Cosa c'è di più dinamico del mare e che bello immaginarlo come la capigliatura del mondo?
La proposta viene da una mostra milanese di fotografia. E le opere che vogliono testimoniare questa metafora (tratta dalla poesia di Dylan Thomas), sono di sei fotografi: un inedito accostamento di tre artisti finlandesi, alla loro prima esperienza espositiva in Italia, e tre artisti italiani.
Nanna Hänninen, Maarit Hohteri, Ola Kolehmainen, Marco Campanini, Alessandra Spranzi, Silvio Wolf. La mostra sarà inaugurata il 20 maggio a Milano nel loft di Fotografia Italiana Arte Contempornaea e l'iniziativa vuole porsi come un'esperienza esplorativa fra generi fotografici differenti accomunati però da una forte tensione sperimentale tesa alla sintesi formale, tra astrazione e realismo.
Il titolo "Nessuna onda può pettinare il mare" richiama come detto un verso di Dylan Thomas. E' tratto da una delle prime poesie giovanili degli anni Trenta del poeta gallese ed è posto a ideale suggello di tutti i cromatismi e di tutte le possibilità concettuali che il mare può suggerire.
La collettiva resterà aperta fino a giovedì 19 giugno 2008 nella guest room di Fotografia Italiana arte contemporanea, che si trova in Corso di Porta Nuova 34 (catalogo con testo di Luigi Fassi).
Abbiamo selezionato uno dei 6 autori e un'immagine.
Lui è Marco Campanini e l'opera si intitola "Lo Spazio-Mente" del 2007.