1989. Fu l'anno di Tienammen e fu anche l'anno della caduta del Muro con la fine della Guerra fredda - Ripercorriamo alcune delle tappe di un anno straordinario

immagine
immagine

Berlino 1989: un anno da ricordare

"Cadaveri ammassati, riversi in strada, bici accartocciate, il fuggi fuggi della gente. Il massacro degli studenti di Tiennamen del giugno 1989". Con questa didascalia il Corriere della Sera dello scorso 13 ottobre accompagna una foto sconcertante dove si vedono gli studenti uccisi dal regime. E' il 1989, un anno straordinario nella storia del Novecento.

È l'anno in cui cade il Muro di Berlino e termina la Guerra fredda. L'Unione Sovietica di Mikhail Gorbachev è attraversata da fermenti nazionalistici e tensioni. Praga ancora una volta è il crocevia dell'Europa che cambia: a metà gennaio era stato commemorato il suicidio di Jan Palach. Tra le centinaia di dimostranti arrestati, c'è Vaclav Havel: dodici mesi dopo sarà il presidente della Cecoslovacchia.

La Russia si sta intanto ritirando dall'Afghanistan e in Polonia viene riconosciuta Solidarnosc. In quegli  stessi giorni a Pechino gli studenti iniziano a manifestare in Piazza Tienammen. Il 4 giugno la protesta sfocia in un bagno di sangue con la tremenda repressione ordinata dal Partito comunista cinese.

E' agosto quando a Varsavia si forma il nuovo governo: il primo ministro viene da Solidarnosc. Intanto l'Ungheria apre la frontiera con l'Austria: la cortina di ferro sta cedendo. Infatti gli ungheresi vedono arrivare chi fugge dalla Germania orientale e li lasciano passare. Alcuni di loro corrono felici come mostrano alcune immagini d'epoca che sono state riproposte in questi giorni.

E' novembre e basta un semplice misunderstanding a far crollare il muro. C'è un pezzo d'Italia in quella giornata: è il 9 novembre il Muro di Berlino crolla perchè la gente assiste in diretta alla conferenza stampa in cui un giornalista italiano chiede al governo quando potrebbe cadere la frontiera tra est-ovest. Dopo un lieve tentennamento arriva la risposta "anche subito". Da quel momento la gente si accalca al muro e le guardie assistono alla gioia del popolo. Convinte che l'ordine sia stato dato non intervengono.

Fu un banale equivoco a far cadere il simbolo per eccellenza della divisione in due dell'Europa. Pochi giorni dopo in Cecoslovacchia ha luogo la Rivoluzione di Velluto. Ormai l'est sovietico si è dissolto: il sistema comunista nell'Europa centro-orientale è imploso. In Romania Nicolae Ceausescu e la moglie Elena saranno giustiziati e Václav Havel pochi mesi dopo diventa presidente della Cecoslovacchia.

Un anno che spazza via i fantasmi del Novecento. Al suo posto si instaura una democrazia europea priva di barriere ma non meno subdola, non meno priva di contraddizioni. Lo vediamo oggi.
(C.Perer)


> prosegui
> torna indietro

Visita gli archivi di Attualità

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata