Nasce l'associazione delle donne Arabe e non solo

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(Foto C.Perer)

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Donne Arabe a Rovereto

(Rovereto, 24 ottobre 2009) - Si chiama "PONTE AL AMEL" ovvero "ponte di speranza" e ha sede a Rovereto in viale Trento. Si tratta di una nuova associazione. La novità è che a fondarla è un gruppo di donne straniere proveniente dall'area del Maghreb, il che non è così frequente per la cultura islamica.

Lo hanno pensato come un luogo di aggregazione e d'incontro per sviluppare idee e l'hanno annunciata come una realtà apartitica e aconfessionale, anche se - in ossequio ad una tradizione che riguarda il debutto di una nuova realtà - sono partite dalla lettura di alcuni versetti del Corano. La presentazione ufficiale ieri nella sala dell'auditorium del Brione a Rovereto).

Le fondatrici intendono promuovere, stimolare e valorizzare la creatività e la capacità delle donne straniere del Maghreb, ovvero svolgere attività culturale sul territorio di Rovereto e dintorni con incontri di formazione e informazione su diritti e doveri.  "Sarà un terreno in cui mettere in contatto donne autoctone e donne del Maghreb" dice Aicha Mesrar a nome delle colleghe.

Ma si tratta anche di investire nelle seconde generazioni e contribuire all'inserimento e all'integrazione delle donne del nord Africa. Non meno importante l'obiettivo di promuovere la salute femminile e far conoscere la cultura di origine con la possibilità di un interscambio.

Gli obiettivi sono ambiziosi: "Ponte Al Amel" (costituita a Rovereto il 3 giugno scorso) intende dar vita ad uno sportello settimanale, realizzare occasioni di conoscenza fra donne arabe e i loro figli. Dunque una nuova casa che non vuole certo essere un recinto ma un luogo aperto dove parlare di cittadinanza italiana, argomenti legati alla donna, educazione.

Tra le prime attività le neo-iscritte stanno pensando a corsi di lingua, computer e corsi specifici per le donne ma anche corsi per la conoscenza della lingua e cultura madre, perché spesso i loro figli - nati in Occidente - sono stranieri due volte: qui e quando torneranno a casa dai parenti rimasti nella terra d'origine. "Siamo un'associazione aperta a tutte coloro che ne condividono lo spirito e gli ideali formalizzati nello statuto.

L'ammissione a socia è deliberata dal consiglio direttivo, su domanda scritta del richiedente" spiega Aicha Mesrar che specifica come la neonata realtà si sia dotata di un consiglio direttivo, di una segreteria e di tutti gli organi atti a regolarne lo svolgimento: dalla assemblea dei soci alla presidenza, dalle quote associative al metodo di lavoro. Le delibere saranno adottate a maggioranza e la durata degli incarichi sarà triennale. (C.Perer - riproduzione riservata)

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