Muri nel mondo da Berlino a Gerusalemme
di Corona Perer
Persistono tra le due Coree, a Belfast e Bagdad, nel deserto sub-sahariano e nell'anima di Armeni e Turchi. La stolta necessità dell'Uomo stabilire i confini del Potere ferma il futuro. Da Gerusalemme all'Africa, sono ancora molti i muri che dividono le comunità nel mondo. In Palestina dividono famiglie e orti.
Li troviamo in Messico che solcano la sabbia, e tentano di dividere le acque, un vero e proprio monumento alla follia umana. Tentare di arginare l'impossibile: chi ferma il mare? Chi lo delimita?
Dividono città e uomini, fedi e sentimenti. Dopo la tragica lezione di Berlino l'uomo non ha imparato nulla e di muri ne ha fatti sorgere altrove.
Credevamo tutto fosse finito nel 1989. Con la caduta del muro di Berlino l'ebbrezza fu padrona dell'Europa. Nessun muro avrebbe più offuscato il futuro dell'umanità. Il banale equivoco che l'aveva reso possibile mostrò il potere della massa, il bisogno di due mondi di sentirsi uno solo. Chi su quel muro era morto nell' irrefrenabile impulso verso la libertà, vinceva.
Fu un violoncello a mettere la parola fine. Si saprà qualche tempo dopo che quel musicista (Rostropovich)suonava per farsi sentire da Dio. Una lode di ringraziamento e un medicamento ad una ferita lontana, incisa nell'anima. Credevamo.
(31 ottobre 2009)
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