REPORTAGE - di Corona Perer 6)

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"Siamo venuti a salvare noi e le nostre famiglie"
Sotto: gente che va, gente che aspetta

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Quattro artigiani in cerca di salvezza

Ore 6,30: quattro persone fanno cenno di essere in pole position. Nel corridoio si sparge una buona notizia: sono tutti insieme. La gente si guarda attorno e si riconta. Sono 4 ex-dipendenti della Magnesio Bolzano. Quando l'azienda è andata in malora, si sono messi insieme e sono andati avanti: producono gli ànodi di magnesio che vanno messi dentro lo scaldabagno.

Dal Presidente erano già venuti nel '92 a chiedere il comodato gratuito dell'azienda: il presidente li aveva aiutati e loro sono ripartiti, poi hanno fatto il grande passo e hanno comprato il terreno e costruito un capannone. Gli affari andavano bene nel 2002.

"Facevamo anche 6 milioni di pezzi e davamo da mangiare a tante famiglie". Ora hanno un cappio al collo: la crisi ha mandato in malora le aziende che erano loro clienti. La Ariston e la Merloni hanno ridotto drasticamente gli acquisti e le loro si trovano con mutui da pagare e le proprie case ipotecate. "Siamo qui per salvare noi stessi, vendere tutto per pagare i debiti sarà già un successo" dicono con grande dignità. A rovinarli , dicono, sono stati i cinesi.

"Le banche non ci fanno più credito, siamo già in zona Basilea 2 il parametro Ue che indica la sofferenza di un'impresa". Uno di loro poi sbotta. "So che a Trento hanno speso molti soldi per fare un monumento a Dante. Non si vergognano?". Resto senza parole. Entrano e il loro colloquio dura un bel più degli altri (il presidente finora ha liquidato tutti in 5-10 minuti), ma l'anticamera che ha assistito al dialogo comprende.

Quando escono tutti li guardano in volto. "Ci ha dato l'indirizzo di un consorzio che potrebbe aiutarci a fare un business plan per riconvertire l'azienda". Sono sollevati.

Ci stringiamo la mano e ci promettiamo di risentirci: per sapere come è andata. A salutarli è gran parte della saletta d'attesa e quando hanno ormai varcato il corridoio e le scale (in discesa stavolta) sento un "pora zént..." di condivisione salire dai divanetti. "Ma questo è trentino!" mi dico. E difatti scopro che in sala d'attesa ci sono anche due Fassani: sbagliato strada? Sbagliato palazzo? Sbagliato presidente? Lo scopriremo... 

 

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