REPORTAGE - di Corona Perer  5)

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La _Matrioska _altoatesina _sfrattata_ dalla_ Caritas

La matrioska esce. In effetti è una badante polacca. Ha perso il lavoro per motivi di salute: un'operazione al cuore e un'altra alla testa. Mostra le carte della sua invalidità. Ora vive alla Caritas: al suo paese non ha nessuno.

Mette una mano al collo e fa un gesto netto. "Stalin" dice. Lei era piccolina ma ricorda quegli anni. Ha 68 anni e mostra le carte: Anna Kudlyk nata il 21 aprile 1941. Si assicura che venga scritto bene il nome, K ed Y comprese. Ha chiesto una stanza con cucina. Alla Caritas di via Renon può rimanere ancora per un mese. In Italia è arrivata molto tempo fa.

Negli ultimi 9 anni ha fatto la badante poi è morto l'anziano che assisteva e lei si è ammalata. "Diabete tanto!" dice scuotendo la testa. E' arrivata alle 4 per poter parlare col presidente. E' la prima volta, ma glielo avevano già consigliato nella casa dove lavorava ma non si era mai decisa. "Lui bravo, lui padrone di tutto" dice indicando la porta di Durni. Mostra un foglio. "Lui scritto qua".

La-signora-necessita-di-assistenza-di-base, leggo. "Lui detto di andare da Comune di Base, lui non può fare tutto, ci sono servizi. Ha ragione. Bravo, lui bravo" aggiunge la donna-matrioska ciondolando la testa. Ripone in borsetta con fare religioso le carte richiuse dentro una busta di cellophan.

Saluta tutti e se ne va con il suo carico di speranze. "Pensi che qui vengono a volte anche gli extra-comunitari" dice un uomo. "I politici invece che andare in tv dovrebbero venire qui a vedere come si amministra la cosa pubblica".

 

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