REPORTAGE - di Corona Perer

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I ragazzi di San Candido che sognano la Merica

Durni solca il lungo corridoio con passo deciso entra dritto in ufficio e un cenno veloce del segretario fa capire al primo di farsi sotto. La folla non ha ancora preso posto nel corridoio a croce, che assomiglia al capolinea, un terminal di una importante linea di... comunicazione.

Avanti il primo. Il silenzio è sovrano: il presidente... sta già ricevendo.

Due ragazzi di San Candido si appoggiano alla porta dell'anticamera del Landeshaupfmann. Vengono da San Candido e sono arrivati alle 3,15 per entrare per primi. Praticamente non sono nemmeno andati a dormire, alle 2 erano già in strada con il loro sogno in tasca: chiedere al Presidente Durnwalder che li aiuti a realizzarlo.

In piedi restano solo coloro i quali entreranno per primi, gli altri si accomodano nei divanetti. Alcuni sono arrivati alle 4, pensando non ci fosse nessuno, trovando invece già una decina di persone in paziente attesa. Non si sono spaventati: la garanzia del colloquio era di fatto assicurata. E poco importa per la levataccia: varcare la soglia del palazzo e parlare col Presidentissimo è garanzia che qualcosa succederà.

Non lo dubita nemmeno la donnina-passerotto che entrerà prima di me per cercare di avere una casa popolare che chiede da 28 anni.

Dopo pochi minuti che si è seduta sul divanetto si addormenta. Mi racconterà più tardi di non aver dormito per essere sicura di arrivare prima delle 5,30. "Sono restata in poltrona, temevo che la sveglia non suonasse".

Cede invece sul divano in pelle stile Frau dell'anticamera dove c'è un piccolo campionario di umanità che ormai ha capito: tra loro c'è un infiltrato. Sono io.




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