REPORTAGE - di Corona Perer "E' mattino, il presidente riceve"

immagine

L'attesa e sotto l'arrivo del Presidente

immagine

Rovereto ore 4,45 - Bolzano ore 5,54

Come prima cosa mi informo come si fa dal medico su chi sia arrivato per ultimo: è una donnina debole e dall'aria fragile che conoscerò alla fine. Rimane abbarbicata al timbra-cartellini dei dipendenti come un passerotto infreddolito che ha trovato un ramo sul quale posar le zampette.

Cristina, una donna di 46 anni dagli occhi tedeschi mi indica che è lei la titolare dell'ultimo posto. Entrerà prima di me e sono sollevata, visto che volevo  essere l'ultima. Sono le 5.54 del mattino e nel portone sono entrata per un soffio.

Il custode chiuderà appena Durni l'avrà varcato e a quel punto nessuno avrà più titolo di occupare l'anticamera del Landeshaupfmann, letteralmente il Capitano del Territorio.

Riceverà tutti, come fa tre volte la settimana: non uno di più e non uno di meno, ma solo quelli che erano alla porta ad attendere l'apertura tra le 5.50 e le 6.00. Dieci minuti che per alcuni sono determinanti. Ripenso alla strada fatta e al rischio corso: non entrare per colpa di una manciata di minuti dopo essere partita alle 4,45 da Rovereto.

"Ecco le prove" mi dico riguardando i primi scatti del mattino. Rivolta a Cristina chiedo "Sempre così tanta gente?" . Lei fa una smorfia come dire "che c'è di strano?" poi replica nel suo accento tedesco. "Lui è come un padre. Trova sempre la soluzione, ti indica un percorso. Se hai un problema vieni qui". Penso al Ministro Brunetta e prometto a me stessa che gli manderò il reportage.

Passano cinque minuti e si intravede un fascio di fari all'esterno: è la potente Mercedes nera del Presidentissimo. L'istinto da cronista mi porta fuori per cogliere un flash dello sbarco mattutino: si sta aggiustando il vestito dopo il viaggio che da Naturno l'ha portato a Bolzano.

Cordialissimo e sorridente, mi dà la mano e saluta affabile, solo lievemente sorpreso: forse ha già mangiato la foglia. Una giornalista alle 6 del mattino?

Entra, gli sono dietro. La gente in silenzio si ricompone. "Morgen!" si sente mormorare mentre la tromba delle spalle risuona del fruscio di tanti corpi che si rimettono in moto. Saranno almeno una trentina: non ho fatto a tempo a contarli tutti.


>> prosegui: "Durnwalder arriva"

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata