Cassiano Conzatti, genio botanico che fece fortuna in Messico
di Corona Perer(Rovereto 17 maggio 2008) - Si chiamava Cassiano Conzatti ed era nato vicino a Trento a Civezzano nel 1862. Ma il cognome è tipicamente di Sacco e da qui infatti proveniva il nucleo originario della famiglia. Era ancora piccolo Cassiano quando tornò a vivere nel borgo affacciato sulle rive dell'Adige. Fu da qui che egli salpò per le Americhe. In Messico divenne uno degli italiani più illustri tanto che ancora oggi viene ricordato dalla comunità italo-messicana.
Pedagogo e botanico, Cassiano Conzatti è morto cinquant'anni or sono, ma nei prossimi giorni verrà ricordato per i meriti che portò alla biologia e alle scienze umane nel corso di una serie di iniziative indette dalla Società del Museo Civico di Rovereto. Dal 23 al 27 maggio si parlerà del "Maestro do maestros" come lo chiamavano i messicani dandogli pubblico riconoscimento delle sue indubbie capacità testimoniate da un voluminoso corpo di opere.
Promotore delle iniziative è il dottor Nello Fava del Museo Civico che nei prossimi giorni accompagnerà i discendenti della famiglia nei luoghi che in qualche modo ebbero a che fare con Cassiano Conzatti.
"Arriverà infatti la nipote Elizabeth Gomez Conzatti che viene in Italia in una sorta di pellegrinaggio sulle orme dell'illustre antenato che in fatto di botanica e pedagogia aveva stupito i suoi nuovi concittadini nella terra ove era espatriato" ci anticipa Nello Fava.
Numerosi i momenti istituzionali che toccano più località: Brentonico, la stessa Civezzano, Sacco e Rovereto passando per il Monte Baldo che come sappiamo da studi recenti è classificato ortus d'Europa per le sue specialità botaniche uniche. Conzatti lo aveva percorso in lungo in largo per primo intuendo la grande specificità del luogo (dove anche recentemente sono state rinvenute ad opera del museo civico piante autoctone ancora sconosciute al mondo della scienza).
Il Messico fu il capitolo più importante dell'esistenza di Cassiano Conzatti. Lì studiò la flora e tentò di fondare il giardino di Oaxaca, ma l'insipienza degli amministratori del luogo glielo vietarono. Si dedicò allora alla descrizione del monumentale albero di Santa Maria del Tule e portò avanti avventurose spedizioni botaniche. Fu insomma in tutto e per tutto un pioniere e un illuminato come potevano essere stati Halbherr e Orsi.