"Cerco casa da almeno 28 anni"
Ha temuto di non svegliarsi, ha vegliato l'orologio. Ha guardato le carte e si è assicurata che questa volta ci fosse tutto. "Mancava solo un certificato" dice portandosi una mano tremula alla testa, come dire "...cosa vuole è l'età".
Di gente qui ne passa tanta: giovani e vecchi, poveri e ricchi. Durnwalder riceve tutti. "Vengono anche molti extracomunitari" mi dice la nonnina che in realtà nonna non è: non ha figli, nè nipoti. E' sola al mondo.
Parla un italiano preciso e privo di cadenza dialettale. E' distinta nei modi.
Alla segretaria chiede con gentilezza: "Adesso tocca a me, vero?"
Ma il Sindaco e il sacerdote che sono andati dentro in quanto prenotati tra gli appuntamenti ufficiali delle ore otto....si dilungano.
Lei si alza un pochino traballante e guadagna il corridoio che si è fatto incredibilmente vuoto. I primi se ne sono andati tutti e il rischio è ora che arrivino i molti dell'agenda ufficiale. Siamo entrambe preoccupate. La segretaria capisce al volo e ci rassicura. "Se siete veloci vi facciamo entrare prima del prossimo appuntamento delle 8,30".
La donna passerotto si aggiusta la sciarpina nera e il viso si rifà positivo. Ha dormito quasi tutto il tempo sul divano, vinta dalla stanchezza di una notte insonne. Era la prima persona che avevo notato entrando.
L'avevo soprannominata la donna passerotto per quel suo starsene discosta, appollaiata quasi vicino al timbra cartellini, pronta a riguadagnare l'uscita e a farsi trasparente se qualcuno l'avesse spaventata.
"Sono divorziata, ho lasciato mio marito per non impazzire, mi ha accolto una cugina. Anche lei era in graduatoria, mancava poco che prendesse la casa, ma è morta e così io sono rimasta con i miei 16 punti che non aumentano mai. Facevo la bidella, ho 78 anni e da 11 sono in pensione, ma la casa in affitto mi costa troppo, ho bisogno di aiuto. Ho portato le carte al presidente, non è la prima volta che vengo, ma mancava un certificato, spero sia la volta buona" dice con un sorriso dolcissimo.
Dice di essere sola al mondo e di non avere una casa che attende da 28 anni. Ma non sapremo la promessa che Durni le ha fatto: lei esce che io entro. Giusto il tempo di darsi la mano per augurarsi buona fortuna.
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