Il design non è design se non si accompagna alla qualità

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Paesaggio: il manifesto del buon costruire

Trento, 27 ottobre 2011 - Un "Manifesto per la qualità del design e del progetto sostenibile" - una sorta di protocollo per promuovere la qualità estetica come principio ispiratore nelle opere pubbliche.

La prima bozza del manifesto, redatto dal Centro di ricerca e Osservatorio TALL della Facoltà di Ingegneria di TRento, punta a riunire intorno ad un tavolo i soggetti istituzionali impegnati a vario titolo insieme a imprenditori e rappresentanti del mondo delle costruzioni con un obiettivo, quello di predisporre un percorso che integri, insieme alla diffusione dei protocolli di qualità edilizia soprattutto quelli che riguardano la qualità estetica, parametro spesso sottovalutato o ignorato.

Il messaggio è indirizzato soprattutto al mondo locale della produzione, del progetto e della ricerca e punta a creare premesse comuni da condividere tra architetti, progettisti, istituzioni nazionali e internazionali che si occupano di qualità del design e del progetto di architettura, urbanistico di paesaggio.

«Sempre più spesso - spiega Giuseppe Scaglione, responsabile del progetto TALL - vengono realizzati edifici che hanno un eccellente involucro "sostenibile", rispettoso di tutti i regolamenti e protocolli, ma che senza uno stile architettonico riconoscibile, se non spesso quello di finti edifici che scimmiottano la vecchia tradizione costruttiva o che si traducono in banali "scatole" edilizie. Il manifesto propone, con un articolato di regole semplici, chiare e dirette, nonché condivisibili, un percorso nuovo, che affianchi alla qualità costruttiva quella della buona architettura e del buon design, dando così un senso nuovo, non banale, non generico al termine sostenibile, ai nuovi materiali e produzioni naturali. Non basta infatti essere provenienti da fonti certificate, ma è essenziale che gli edifici contengano quell'elemento di valore estetico su cui peraltro, attraverso il buon design, l'architettura, si è formato gran parte del successo del made in Italy».

Una preoccupazione che non riguarda soltanto gli edifici, ma che, invece, può estendersi anche a numerosi prodotti industriali e artigianali con impiego di alta tecnologia , ma senza creatività o qualità nel design. «L'obiettivo è quello di dotare ogni progetto di un suo DNA progettuale - aggiunge Scaglione - in cui la certificazione edilizia sia abbinata al rispetto della qualità architettonica e urbana, dello spazio interno ed esterno».

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