Coma Vegetativi : i casi in Italia
Sono circa 2.000-2.500 i pazienti che in Italia, come nel caso di Eluana Englaro, si trovano in una condizione di coma vegetativo. E' uno dei risultati di una indagine svolta nel 2005 da una commissione ad hoc istituita dal ministero della Salute. La cifra è contenuta nel documento finale elaborato dalla commissione, che afferma che ‘nel nostro paese un censimento sugli Stati vegetativi è molto difficile', ed è ricavata da una proiezione su una serie di regioni campione.
La stima della commissione è che il numero di pazienti di questo tipo sia tra 3,5 e 5 ogni 100mila abitanti, e che sono necessari 3-4 posti letto in strutture specializzate ogni 100mila abitanti. Secondo il rapporto il 40% dei casi deriva da malattie vascolari, il 21,7% da traumi e il resto da altre patologie. Due-trecentomila secondo le stime più recenti sono le persone che entrano ogni anno in coma per incidenti stradali o sul lavoro, per malattie o intossicazioni. Più di un terzo ne esce indenne, altri riportano danni più o meno gravi e per circa 500 di loro il coma evolve in stato vegetativo, che diventa permanente quando dura oltre 3 mesi. Fra chi sopravvive ed esce dal coma, uno su 4 riporta gravi disabilità. In Italia, una persona su tre colpite dal coma ha un'età compresa fra 0 e 15 anni. Il 3% dei bambini rimane in coma oltre un mese. La maggior parte di questi piccoli pazienti riprende attività di coscienza, ma molti di loro manterranno gravi disabilità. Attualmente, nel nostro Paese sono circa 700 i bambini in stato di coma vegetativo. Situazioni ‘al limite' e molto difficili da gestire, anche perchè, sottolineano vari esperti, in Italia esistono poche strutture specializzate e gli stessi medici sono spesso impreparati, dovendo trattare casi con patologie molto complesse. Molte volte, dunque, l'assistenza non è di tipo specialistico e le statistiche rilevano che sono proprio i giovani coloro che occupano le poche stanze a disposizione negli ospedali per i pazienti in coma.
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