Paolo Orsi, un solo amore: l'archeologia
17 ottobre 1859: Paolo Orsi nasceva a Rovereto. Il piccolo ha una missione, quella di rivoluzionare l'archeologia nella quale introdurrà un metodo scientifico rivoluzionario: la tecnica stratigrafica, ovvero si studia il terreno per sapere dove scavare. E' di fatto nata l'archeologia moderna."Una passione per lo studio lo divorava" ha detto nei giorni scorsi Umberto Tecchiati, della soprintendenza di Bolzano intervenuto nella prima del ciclo di conferenze promosse dal Museo Civico a 150 anni dalla nascita dello scienziato al quale è reso omaggio anche con una mostra allestita a Palazzo Alberti insieme alle figure altrettanto eccelse di Federico Halbherr e Giuseppe Gerola. Non l'archeologia roveretana, ma...la grande archeologia
Anche l'arte contemporanea ha celebrato il centenario. Alessio Trentini e Gianluca Dossi hanno realizzato una installazione in città, oscurando con un saio la lapide Santa Maria che ricorda l'altro grande archeologo Paolo Orsi. E' un modo per sottolinearne la totale dedizione alla ricerca. Altre due piccole installazioni hanno ricordato i tre scienziati celebrati a Palazzo Alberti. Osvaldo Maffei ha scherzato con la Magna Grecia creando con dei pasticcini una sorta di piantina geografica e invitando il pubblico a mangiarla perché la conoscenza è cibo per l'anima (del resto le parole sapienza e sapore vengono dalla stessa radice). Enzo Frascaroli ha invece riprodotto i versi di una poesia di Fausto Melotti "Il triste Minotauro" e li ha srotolati dalle finestre del palazzo su via Mercerie 44, dove nacque Halbherr.