Gioco d'azzardo:sos dipendenza
di Silvia De Vogli*Qualcosa come 72 miliardi di euro (1500 € per ogni adulto): è questa la cifra che gli italiani spenderanno nel 2011 per giocare con slot machine, gratta e vinci, lotterie e poker on line. Il gioco d'azzardo è cresciuto in questi anni in modo esponenziale (basti pensare che nel 2003 i miliardi spesi erano 15) e sono sempre di più le persone che soffrono di una vera e propria dipendenza patologica. Di questo problema sociale si è parlato ieri sera al seminario "A che gioco giochiamo?" organizzato dalla Fai all'interno del programma culturale "Chi la fa l'aspetti" promosso dalle cooperative sociali di Con.Solida.
Nessuna condanna ideologica, ma serve maggiore consapevolezza. "Il gioco in sè e per sè - ha spiegato infatti Stefano Bertoldi dell'associazione AMA - non è un male, anzi è attraverso il gioco, ad esempio, che i bambini apprendono le regole e socializzano. E fino a pochi anni fa anche per gli adulti era pausa di evasione e sopratutto un modo per stare e condividere con gli altri, basti pensare alla briscola o alla tombola. Le cose però sono cambiate, siamo sempre più spesso di fronte a giochi solitari che portano le persone ad alienarsi per ore di fronte ad una macchina. Inoltre, l'azzardo un tempo era cosa di pochi, generalmente uomini benestanti che si muovevano per andare al casino; oggi invece è diventato una vera è propria patologia che colpisce in modo democratico non facendo distinzioni di genere, età e ceto sociale".
La dipendenza dal gioco porta le persone a rovinarsi completamente non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e famigliare. Il lavoro, la coppia, i figli perdono di significato e non è raro, poi, che le persone con questa dipendenza per procurarsi i soldi finiscano per commettere reati o per cadere nelle mani degli usurai. "Dalla nostra esperienza - ha sottolineato Sandra Venturelli dell'AMA - ad essere colpiti dalla dipendenza da gioco sono sopratutto le persone con tempo libero come i turnisti, gli anziani, i cassa integrati. Cresce in modo particolare il numero delle donne e degli anziani. Uno dei problemi deriva dal fatto che il gioco d'azzardo oggi è facilmente accessibile: si può giocare al bar, nell'edicola, in posta, ma anche a casa propria davanti ad un pc. Inoltre è socialmente tollerato, anzi pubblicamente incentivato, basti pensare agli innumerevoli spot che si vedono ovunque e che fanno credere che vincere sia facile.
"In realtà - ha spiegato la dottoressa Marialuisa Grech del Ser.T. - il desiderio di ottenere grandi somme di denaro per cambiare la propria vita è in realtà una motivazione di superficie, tant'è che il 90% delle persone rigioca subito la vincita perdendola. Le ragioni vere e profonde della patologia sono legate alla solitudine e all'insoddisfazione".
"Uscirne tuttavia è possibile", hanno affermato unanimemente convinti i relatori e lo confermano le testimonianze di due ex giocatori che ieri sera hanno raccontato al pubblico la loro esperienza. Modalità per affrontare e superare la dipendenza saranno oggetto di un nuovo incontro previsto giovedì 27 alle ore 20,00 presso la sala circoscrizione Oltrefersina, via Clarina 2/1.
In chiusura Massimo Occello, il presidente della cooperativa Fai, ha sottolineato come questo grave e diffuso problema che colpisce gli anziani, ma non solo vada affrontato a più livelli a partire da quello istituzionale e integrando gli sfori tra organizzazioni sociali e sanitarie.
* Ufficio Stampa Consolida - Tn