"...fiorì la tragedia. E l'inganno divenne sapienza" a cura di Alfredo Cramerotti

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La nuova opera di Michele Manzini

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Michele Manzini e l'inganno-sapienza

di Mary Codato

(Verona, 9 luglio 2011) - "Possiamo definirla geografia culturale, quando riconosciamo tratti culturali anziche' politici o fisici di un contesto" scrive Alfredo Camerotti presentando la prossima mostra di Michele Manzini, artista veronese da anni impegnato sul tema del paesaggio.

La nuova mostra, allestita negli spazi del Kn STUDIO a Verona (San Giovanni in Valle) dal 9 luglio 2011 è caratterizzata da una sorta di disseminazione dell'evento espositivo su più piani e livelli interpretativi.

Un approccio curatoriale  che, come si legge nella presentazione della galleria, è fatto di "...slittamenti semantici, smontaggio degli apparati concettuali, anomale scelte espositive, iterazioni, intersezioni, invasioni di campo, talk, produzione di testi che descriveranno traiettorie talvolta divergenti rispetto alla ricerca figurativa dell'artista e al suo solido corpus teorico". 

Manzini è stato uno dei vincitori del Premio Online Terna per l'arte: con 1940 voti è stato il più votato dai naviganti. L'opera di Michele Manzini era stata realizzata costruendo un cerchio perfetto con delle foglie che galleggiano sull'acqua.

"Non vi sono trucchi digitali o altre diavolerie le mie fotografie sono fatte con tecnica tradizionale ed ogni cosa è fatta con le mie mani" afferma Manzini. "Io realizzo figure. La figura è un tentativo di forma che contrappongo al fascino delle immagini le quali seppur cariche di verità luccicano e poi svaniscono senza trasformarsi in un sapere".

E  aggiunge: "Le mie figure contengono in sé polemos, nel senso che assumono in sé l'instabilità, il conflitto, l'alterità senza dissolverla, senza risolverla" rivelando un approccio classico e marcatamente antropologico.

 

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