Truffe web - Un caso seguito dal Codacons
C'è anche una vittima roveretana del raggiro portato di recente alla luce anche dalle telecamere delle Iene di Italia1. Si tratta di un signore cinquantenne che, assistito dal Codacons di Rovereto, ha individuato il suo truffatore e lo ha denunciato. Ora il truffatore sarà processato per riciclaggio (trattandosi di una operazione di trasferimento di denaro) e rischia una condanna dai quattro ai dodici anni.Ritrovatosi improvvisamente disoccupato il malcapitato aveva risposto ad una mail che gli prometteva un lavoro part-time con retribuzione interessante: bastava mettere a disposizione il proprio conto bancario, ricevere alcuni versamenti, ritirarli allo sportello della propria banca (trattenendo una provvigione del 7%), versare poi il denaro al netto della provvigione trattenuta, tramite Western Union, con destinazione estera, a soggetti di volta in volta indicati. "Il signore, tra l'altro molto distinto, non ha neanche potuto gioire della improvvisa e inaspettata opportunità di lavoro, dal momento che si è visto svuotare il conto dai risparmi rimasti" racconta l'avvocato Gloria Canestrini che lo ha assistito per conto del Codacons. "Dopo la denuncia il beneficiario del bonifico truffaldino è stato identificato con facilità e altrettanto rapidamente segnalato alla Procura, ora è sotto processo".
Benchè il fatto sia accaduto a Rovereto, il bonifico aveva preso la via di un paese lontano con la connivenza del gestore del circuito di money transfer del posto che incassato il malloppo si era dato alla macchia. "Le truffe web aumentano e spesso a cascarci sono persone che cercano una scorciatoia: un facile guadagno, l'offerta stracciata: in quei casi il raggiro è dietro l'angolo" afferma la professionista roveretana. E ciò nonostante ci siano programmi anti-pishing e anti-spamming per contrastare le minacce on-line come il MacAfee, un antivirus (anche contro i temibili troyan) che difende dai cyber-criminali. "Al mio assistito era stato richiesto di svolgere piccole operazioni per conto di una clientela selezionata, sapeva solo che erano clienti nella necessità di disporre di somme in contanti in barba alla contabilità aziendale o ai controlli di un coniuge particolarmente attento. La formulazione dell'incarico forse bastava ad annusare il raggiro".
La legale (che ha scritto per Radio 2 una serie di rubriche anti-truffa in onda ogni martedì alle 15 dalla sede regionale di Trento) dice che basterebbe osservare 10 regolette antitruffa semplici-semplici. Anzitutto non credere a miracolistici colpi di fortuna; leggere con attenzione formula legali o contrattuali; pretendere recapiti "tradizionali" verificabili; non accettare incarichi allettanti e ingiustificati; informarsi dell'esistenza di truffe in materia; consultarsi con amici o parenti; ricordare che il mondo abbonda di furbi; non esitare a rivolgersi a Polizia, Carabinieri o Guardia di Finanza; denunciare frodi o truffe subite senza vergognarsi. La più importante è però la decima: "Ricordarsi che nessuno regala nulla".
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