Kennedy Revolution
di Corona Perer
(Trento, 23 novembre 2009) - Ha dato anche uno scossone alla vecchia Europa e alla Trento del Concilio. Kathleen Kennedy - che è credente - non teme la Chiesa, teme semmai le gerarchie nella chiesa.
"Sono tutte maschili, la Chiesa deve essere aperta alle donne, al sacerdozio femminile, c'è ancora troppo pregiudizio". Poi si è resa conto che da noi poteva suonare strano. "Questa è una sfida tutta per voi, che vivete in Italia" ha detto alla stampa.
Cordiale e più giovane di quanto non sembri in fotografia. Ed anche con una buona dose di fiducia nei confronti di Barack Obama. All'incontro con i giornalisti le prime parole sono state proprio per lui: in quello stesso momento il presidente stava infatti consegnando a Washington il Robert Kennedy Human Rights Award, premio intitolato alla memoria di suo padre.
Nell'affollato incontro con la cittadinanza al Teatro Sociale le prime parole sono invece andate al mitico zio, John Kennedy, che nel discorso inaugurale del suo mandato diffuse nel mondo un'ondata di speranza dicendo che "se una società libera non è in grado di aiutare i molti che sono poveri, non è nemmeno in grado di salvare i pochi che sono ricchi."
Invitata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto ed introdotta dal vicepresidente Daniele Calza (il presidente Mario Marangoni è influenzato), Kathleen Kennedy ha portato una visione americana e al pubblico che l'ha ascoltata con grande attenzione ha parlato dei tentativi di ridurre la povertà per miliardi di persone le cui vite sono menomate dalla mancanza di una casa, di acqua, cibo e sicurezza. La primogenita di Bob Kennedy è stata vicegovernatore nel Maryland, oggi è una quotata consulente e del resto con un nome come il suo non potrebbe essere diversamente.
Spaziando tra crisi finanziaria e mutamenti climatici, deforestazioni e diritti umani è stata diretta, con lo stile tipicamente americano che va al cuore del problema: trovare soluzioni. Dal discorso ne è emersa qualcuna. Gli Ogm, ad esempio, che potrebbero essere una soluzione alla fame nel mondo. L'Europa a suo dire sarebbe condizionata da un tabù.
"Forse nel genuino tentativo di proteggere la natura l'UE bandisce le piante geneticamente modificate, ma il risultato è scoraggiare nuove iniziative agricole con l'uso di sementi resistenti alla siccità e innovazioni che potrebbero essere la svolta agricola per le nazioni in via di sviluppo" ha detto la Kennedy che ha citato come esempio il "riso d'oro", cibo rinforzato per zone dove c'è carenza di vitamina A nella dieta. "E' una grande promessa - ha detto - ma l'Unione Europea sta proteggendo i suoi agricoltori dai concorrenti americani che usano prodotti geneticamente modificati".
A suo dire le politiche agricole necessitano di cambiamento. Ha però una certezza. "Non c'è nessun dubbio sul fatto che abbiamo la capacità di nutrire tutte le persone in tutto il mondo. L'ostacolo è la volontà politica" ha detto con molta chiarezza. A chi le ha chiesto come veda Obama ha risposto che merita più credito di quando non gliene venga dato. Quanto a Bush "ci ha lasciato molti problemi, una crisi finanziaria senza precedenti e due guerre". Quanto alla privatizzazione dell'acqua due parole in conferenza stampa:
"Scelta sbagliata, l'acqua è di tutti e poi non è detto che i privati sappiano sempre gestire bene le cose".
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