"Cabbage" a Macerata (Antichi Forni)

immagine
immagine
immagine

Alcune delle opere che si vedranno a Macerata,
Antichi Forni, 17 gennaio / 3 febbraio 2010

immagine

David Stewart e Sandy Skoglund a Macerata

(Macerata, 8 dicembre 2009) - Fotografia che diventa pittura e installazioni che diventano fotografia.  Grazie a due tra i più famosi fotografi della scena internazionale - David Stewart e Sandy Skoglund - la mostra Cabbage  -  inaugurata il 17 gennaio presso gli Antichi Forni di Macerata - indaga il filone della fotografia surreale, ma anche  i confini tra diverse modalità espressive e tra i diversi spazi dell'arte contemporanea, facendoli dialogare a stretto contatto tra di loro.

Dà il nome alla mostra una delle serie esposte di David Stewart, Cabbage appunto, nella quale il linguaggio e la fotografia esplorano le diverse sfaccettature della realtà, che viene così analizzata, interpretata e talvolta stravolta. Nel 1995 l'artista aveva prodotto un breve film sullo stesso tema con una serie surrealistica di immagini. La carriera fotografica di David Stewart è iniziata lavorando con gruppi storici della musica punk e rock come The Clash e The Ramones e ha ricevuto importanti riconoscimenti, come la finale al concorso per il miglior ritratto della National Portrait Gallery di Londra.

Sgargianti colori pop, costruzione del set  con un gusto estremamente kitsch: le sue immagini giocano tra l'ironia e lo scandalo, colpendo con un forte impatto iniziale ma soprattutto svelandosi a uno sguardo più attento nei minimi dettagli, curati e calcolati.

L'uso insistito della postproduzione digitale rende  i contrasti molto forti e suggerisce una vaga sensazione di irrealtà, dettagli fantasiosi ed esagerazioni spiazzano in un atmosfera tutta inglese. In un processo tra l'ironico e il magico, Stewart tramuta la realtà che ci circonda in un qualcosa di surreale.

La mostra propone anche l'artista americana Sandy Skoglund, la cui opera trascende il campo della fotografia contemporanea e si fa messa in scena. Ciò le ha richiesto mesi di lavoro (circa sei mesi ) in studio per la costruzione del set, che diventa una vera e propria installazione.

La sua carriera come artista concettuale ebbe inizio a New York dove, verso la fine degli anni Settanta, si cimentò lei stessa  nel fotografare i suoi lavori e ad interessarsi così alla tecnica fotografica e alle immagini popolari di strategia commerciale, ovvero immagini che illustrano delle costruzioni di realtà artificiale e non la realtà in se stessa.

Le sue visioni sono un viaggio, un'esperienza tra il fantastico e il reale, tra il surreale e il concreto. Il suo è un nuovo modo di parlare di ciò che ci circonda, che ci è familiare, di parlare della bellezza delle cose e del valore educativo dell'arte. I lavori di Sandy Skoglund fanno parte delle collezioni di importanti musei americani, come il Museo della Fotografia Contemporanea Americana,il San Francisco Museum of Modern Art e il Dayton Art Institute.

La mostra è curata da Camilla Boemio in collaborazione con la galleria Paci Arte Contemporary,Brescia.
(testo a cura di Daniela Trentin)

Visita gli archivi di Arte e Cultura

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata