L'artista di Caldaro (Bz) sarà presto celebrata in una antologica della Cassa Rurale di Isera

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Cieli e paesaggi lacustri nelle opere di Annalia Spagnolli

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Sotto l'allestimento alla Cantina d'Isera

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Annalia Spagnolli,tra cielo e palude

Sono cieli agitati, pieni di tormento ma sempre belli. All'occhio e all'anima dicono lo stupore verso la bellezza della Natura.

Sono i cieli di Annalia Spagnolli la cui particolare predilezione per paesaggi lacustri e fluviali prende forma in visioni tra acqua e cielo che moltiplicano le forme di fiori e canneti.

Grafica, scenografa, docente di disegno e storia dell'arte, illustratrice di libri per l'infanzia. Da antesignana della pubblicità, ha calpestato il mondo del piccolo schermo come sceneggiatrice di Carosello. Allora si chiamava reclame, oggi si dicono spot, lavorando anche con Alberto Sordi che all'epoca era soprattutto il ‘dentone'. E' però nello studio di Caldaro (Bolzano) che Annalia Spagnolli, roveretana d'origine, esprime la sua visione di estetica.

Un talento naturale il suo: a soli 16 anni, esordisce e subito vince la medaglia d'oro del Presidente del Consiglio dei Ministri  dell'epoca (Fernando Tambroni nome oggi che suona sconosciuto). Nel 1960 parte per Parigi per percorrere i sentieri della storia dell'arte che oggi si respira nei suoi quadri esposti a Rovereto.

"Annalia Spagnolli dipinge il cielo nella sua vastità e alterità, come simbolo della nostra precarietà di creature ma anche per dire le possibilità immense dell'umana avventura" scrive di lei il critico Mario Cossali. La sua è una pittura densa e vitale che si fa forte negli olii, tenue nella difficile tecnica dell'acquerello.

Gianfranco Zandonati (Fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto), tra gli estimatori dell'artista, ne sottolinea l'istinto, la vocazione naturale a dar forma a sentimenti e visioni con l'arte. "Il suo è un linguaggio immediato, comprensibile e armonico, da vera poetessa della natura che indica percorsi per trovare momenti di contemplazione del Bello".

Le opere della Spagnolli sono squarci naturali di grande impatto, paesaggi lacustri o paludosi dalle profondità misteriose. E' come se l'autrice rovistasse alla ricerca di qualcosa pronta ad incontrare la fauna acquatica. Guardare uno dei suoi quadri è iniziare un viaggio liquido, entrare in un canneto, scostare vegetazioni spontanee, calpestare i luoghi naturali, alzare lo sguardo verso cieli in eterno movimento. La tecnica è raffinata, il cromatismo viene dosato da grande professionista.

Ci sono oltre 40 anni di pittura sulle spalle di Annalia Spagnolli che si è misurata con varie tecniche: dalla lavorazione del vetro alla grafica, ed è stata chiamata a far parte dell'Accademia Nazionale di Arte Moderna a Roma.

Oggi l'artista vive a Caldaro dove ha lo studio e lavora. Ma nella natìa Rovereto vuole lasciare un segno in un progetto lanciato in questi giorni. "Ho deciso che parte del ricavato della mostra andrà a finanziare il monumento alla Zigherana". Dell'opera si sta facendo promotore proprio Gianfranco Zandonati. Annalia Spagnolli si è detta subito entusiasta. "Vengo da una famiglia che per tre generazioni ha lavorato alla Manifattura Tabacchi, mio nonno fu tra i primi operai. Vorrei davvero poter contribuire a far sì che la mia città non dimentichi la sua storia".
(Corona Perer, 12 dicembre 2009)

 

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