Aushwitz in fotografia tra giovani e memoria
Un libro, delle foto, una mostra, dei sentimenti: quelli dei ragazzi che hanno partecipato al treno dela Memoria. Ne è nata una pubblicazione distribuita lo scorso anno in tutta Italia (650.000 copie) come supplemento a SETTE del Corriere della Sera: l'orrore di Auschwitz messo in fotografia insieme al vissuto dei giovani che ogni anno partecipano al Treno della Memoria.Il progetto di Piero Cavagna e Matteo Rensi "SHORT MEMORY MESSAGE" è diventato anche una mostra che è stata allestita nella sede della Fondazione Caritro in Via Garibaldi 33 a Trento in occasione della Giornata della Memoria 2011. L'operazione è stata condotta lo scorso anno con 700 ragazzi (trentini, calabresi, veneti, friulani, emiliani). Negli zainetti avevano gi iPod con le loro canzoni preferite. Fossero arrivati 66 anni prima sarebbero arrivati su 10 vagoni di un treno speciale e non ne sarebbero più usciti.
Come la follia del ‘900 viene interiorizzata dagli studenti che partecipano al Treno della Memoria? Con quale linguaggio potrebbero esprimerla? La domanda ha trovato risposta in un reportage toccante realizzato da Matteo Rensi e Piero Cavagna, reporters navigati (il primo è il fotografo del Corriere del Trentino, il secondo dell'Adige).
Per fermare e in qualche modo ‘cristallizzare' l'emozione che i ragazzi hanno elaborato ai campi di Auschwitz e Birkenau sono stati fotografati con un cartello che li rende testimoni, Con l'elemento fotografico del luogo-memoria c'è la persona: il ragazzo e il suo pensiero.
Perché fosse immediato e di facile comprensione, visto che i ragazzi oggi si esprimono soprattutto per sms, il loro concetto denso ha presso forma come messaggino. Da qui il titolo del progetto: Smm cioè Short Memory Message".
Il progetto ha trovato la convinta partecipazione istituzionale della Provincia Autonoma di Trento e della Regione Trentino Alto Adige, della Federazione della Cooperazione, di Fondazione Caritro, del Consorzio dei Comuni trentini, ITAS e della Fondazione Corriere della Sera.
"Abbiamo trovato sponsor importanti, ma il grazie va a Terra del Fuoco di Torino, l'associazione che organizza il Treno della Memoria. Senza il loro impegno ogni anno, questo lavoro non sarebbe stato possibile" dicono Rensi e Cavagna.
La pubblicazione è la prima tappa di un viaggio didattico-formativo che avrà un seguito con diverse iniziative (mostre, seminari di studio, incontro con ragazzi israeliani, tedeschi, polacchi e trentini ) attivate per assecondare quanto disse Simon Wiesenthal: "Sopravvivere è un privilegio che comporta degli obblighi e tra questi la Memoria".
(C.Perer gennaio 2011)