Casa d'artista by Flavio Galvagni
Una casa-studio per lavorare, archiviare, mostrare, organizzare, pensare,agire con ponti levatoi e pareti semoventi che trasformano lo spazio: in casa quando serve una casa, in studio, quando serve uno studio.
Anzi...una galleria prima ancora che uno studio.
E tutto...in un container. L'ha disegnata l'architetto di Rovereto Flavio Galvagni già autore di Yeta: si mostra come un' ampia galleria-studio al piano terra con biblioteca-spazi privati al piano superiore.
Ampie vetrate sul fronte mettono in diretta comunicazione lo spazio del fare (interno) con lo spazio del contemplare (esterno).
L'edificio è costruito attorno ad un nucleo strutturale costituito riutilizzando tre container marittimi da 6 metri.
"L'inserimento di un sistema mobile di contenitori con scala a pioli e la realizzazione di due ambienti, posti al piano superiore, per le funzioni basilari dell'abitare (cibo e riposo) che si aprono e richiudono a seconda delle necessità come dei portelloni o ponti levatoi permette di ottenere uno spazio multifunzionale, flessibile e sempre diverso, quasi a sottolineare le mutevoli azioni compiute durante il corso della giornata" spiega il progettista.
Alla casa non manca nulla. I servizi igienici dotati di doccia completano l'unità abitativa.
L'edificio è "staccato" dal terreno che lo ospita, affidandosi semplicemente a quattro plinti posti agli angoli della casa.
La forma esterna è semplice (una cubo con tetto a due falde) ma è perentoria nel dichiarare la sua alterità rispetto al contesto in cui si inserisce sia per i materiali di cui è rivestita (gomma nera) sia per il richiamo iconico che la caratterizza.
La falda posta a sud è rivestita di moduli fotovoltaici, mentre alla base dei muri perimetrali dell'edificio sono posti dei canali per il recupero delle acque meteoriche, assicurando piena autonomia alla costruzione.
Essendo assemblata in loco, è facilmente smontabile, o interamente riciclabile, qualora il suo ciclo vitale fosse giunto al termine, lasciando il sito di temporanea permanenza pressochè inalterato.
"Questa metodologia progettuale e produttiva accosta la scelta della propria abitazione a quella di un'automobile, dove aspetto, optionals, caratteristiche sia funzionali sia prestazionali sono stabilite, garantite e razionalizzate" aggiunge Galvagni che fa notare come la forma stessa dell'organismo architettonico possa essere modificata e divenire frutto di scelte personali, perchè il sistema declina le sue parti come in un enorme gioco ad incastro simile ai Lego. E come questi ultimi... montabili e smontabili.
"Gli edifici realizzati con il sistema costruttivo "Sid" possono essere facilmente allestiti su qualsiasi terreno (un sistema di 4 appoggi assicura supporto al conìtainer centrale svincolando l'edificio dall'orografia ospite) e ampliati nel tempo per assecondare le mutevoli necessità dei suoi abitanti". Semplice, pratico e...creativo. Adatto giusto ai creativi.
(C.Perer - 12 ottobre 2011)