Nella crescita economica ci sono anche benefici morali secondo il professore di Harvard"
Lo sviluppo può generare equità

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Un bel lavoro anche raggiungere gli appuntamenti da una parte all'altra della città

Benjamin Friedman: "Lo sviluppo può generare equità"

di Guglielmo Vasto 

(Trento, 30 maggio 2008) - Se per Krugman mercato e democrazia non vanno di pari passo (ossia le società economicamente sviluppate non sono automaticamente libere, vedi il Caso Cina) per Benjamin Friedman professore di economia ad Harvard vede una correlazione diretta e positiva tra crescita economica e progresso morale di una società. Lo ha fatto capire a Trento individuando nella crescita economica anche in benefici morali. Non si tratta insomma di vedere sempre in negativo le conseguenze dello sviluppo quali mancanza di equità sociale, inquinamento ambientale, disuguaglianze tra classi, degrado etico, atteggiamnrti di rifiuto e di intolleranza verso il diverso e individualismo. "I Paesi tendono ad andare in una direzione moralmente positiva quando la maggior parte dei loro cittadini percepisce la possibilità di un proprio miglioramento nelle condizioni di vita, viceversa quando non avvertono tale opportunità si assiste ad un arroccamento su posizioni etiche antidemocratiche e moralmente condannabili". Insomma, è più facile che i cittadini sviluppino, ad esempio, una maggiore tolleranza verso gli immigrati se si sentono sicuri della propria condizione economica. Non solo: "Quando la maggior parte dei cittadini beneficia di buoni standard materiali, la società di cui fanno parte si impegnerà maggiormente a creare nuove e più avanzate istituzioni democratiche".

E la Cina? Ovvero la storia di uno sviluppo cresciuto senza diritti ed quità sociale. Ecco il punto di vista di Friedman "Se la Cina continuerà a muoversi nella direzione nella quale sta andando, è evidente che prima o poi si muoverà verso una qualche forma di liberalizzazione e democratizzazione delle proprie istituzioni e strutture sociali, anche se ciò non significa che la loro democrazia sarà simile alla nostra".

Ma è anche vero, ha detto l'economista che la maggior parte dei paesi non sta progredendo. Friedman ha parlato degli Usa come dell'Italia affermando che "..il malessere della classe media italiana - assicura Friedman - è lo stesso della classe media americana".

Due società, quella americana e quella italiana, che non progrediscono. Le possibili conseguenze? "L'allontanamento dal modello di società positiva dell'Illuminismo, dalla tolleranza, dalla democrazia, dalle pari opportunità".

La dimostrazione più evidente, sia al di qua che al di là dell'Atlantico, è l'atteggiamento nei confronti dell'immigrazione. "Oggi l'immigrazione è diventato il problema di politica interna che crea i maggiori dissidi, ma sia la società americana che quella italiana hanno gli strumenti che possono consentire di promuovere la crescita economica mantenendo la moralità".

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