Un viaggio sensoriale: Esehcrut

immagine

Una sorta di check-up sensoriale, si viaggia e allo stesso tempo..
ci si comprende. 

immagine

Gli strumenti: la sonofoglia...

immagine

..e i tamburi ad acqua

Esehcrut: passato, presente e turchese

di Corona Perer 

Luigi Alberton, padovano, è autore di un'opera musicale articolata su piani diversi: musica, letteratura, poesia.
L'installazione da lui creata è anche un viaggio di circa 30 minuti.
Esehcrut ha debuttato a Cittadella in una chiesa sconsacrata, quella del Torresino. 
"L'uomo si orienta tra nord e sud, est e ovest, ma dimentica totalmente le dimensioni fondamentali del sopra-sotto, dentro-fuori" ci aveva detto Luigi Alberton, musicista, laurea in filosofia.
Proprio per riposizionare l'uomo...e i suoi sensi ha creato Esehcrut,
"Abbiamo pensato ad una installazione artistica e l'abbiamo chiamata Esehcrut è un'installazione artistica, ma anche di un'opera musicale articolata su piani diversi: musica, letteratura, poesia. Un'installazione che è anche un viaggio.  ESEHCRUT sta a significare un bagno nel colore, il turchese, che è il colore del viaggio". Dunque un'esperienza virtuale che riporta verso il nostro io più profondo.
E' ancora Alberton a spiegarlo.
"Si tratta di rotte immaginarie per rimettere l'uomo in condizione di riappropriarsi della percettività perduta. Il tutto avviene stando fermi e al buio".

L'installazione si articola in sei vele di grandi dimensioni, al centro vi è una seduta sulla quale il viaggiatore-persona sperimenta un viaggio sospinto dai venti grazi a degli effetti speciali. Sente la terra, i suoi passi, eppure resta fermo. Viste dall'alto le vele assomigliano alla stella di Davide, del resto c'è un legame tra stelle e universo. Raggiungono i 4 metri di altezza e 6 di larghezza, al centro l'individuo compie una sorta di esodo personale tra un prima e un dopo.

"L'intento è riportare l'attenzione su sensazioni e percezioni" dice Alberton. Allo spettatore viene infatti chiesto soltanto di chiudere gli occhi e aprire tutti i suoi sensi, di posizionarsi dentro un ‘flusso sensoriale' dove le visioni immergono la persona  nell´immaginario sonoro. Abbandonato a suoni, melodie e vibrazioni primordiali, l'individuo riprende contatto con la sua identità  più autentica e viaggia. L'accompagnamento è fornito da 12 brani musicali miscelati a frammenti di testi antichi, ci sono anche testi in greco ed ebraico. Anche gli strumenti sono inusuali: la sono-foglia in oro, i tamburi ad acqua, il clarinetto che incanta le balene alle chitarre a percussione.  L'obiettivo è il ‘sentire' profondo: di sé stesso e del mondo.

Vai alla mostra virtuale di SENTIRE con opere di Yoko Ono

Visita gli archivi di Arte e Cultura

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata