Matteo- Boniatti- cittā- a- confronto
Due città (New York e Chicago) il cui respiro è talmente ampio e veloce da lasciare attoniti.
A raccontarle è Matteo Boniatti giovane e promettente fotografo trentino, che nelle sue immagini cristallizza frammenti di realtà, luoghi e volti senza tempo, restituendo l'anima delle due città, nella loro frenetica realtà esistenziale, due metropoli dove effimero e fugace convivono e dove anche un uomo con un carretto può confondersi tra i clacson del traffico metropolitano.
In questo senso, la New York e la Chicago di Boniatti manifestano una capacità di cogliere alcune situazioni che sembrano ammiccare a Bresson e al tempo stesso offrono prospettive rigorose, ricerche formali molto pulite e sorprendenti, accentuazioni prospettiche, contrasti antropologici.
"Le immagini di "2cities" sono istintiva capacità di cogliere, con rara immediatezza, la sintesi di stimolazioni visive talvolta complesse e non semplici da trascrivere" aggiunge Chistè che indica nelle potenti prospettive e nella restituzione di alcune relazioni fra l'uomo e la città, il luogo dove abita il fascino prodotto da questi scatti.
Boniatti, lavora in bianco/nero. E' questa la sua identità stilistica. Afferma di essere ispirato da Italo Calvino quando, nel suo libro ‘Le città invisibili', scrive: "... Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni, di un linguaggio, le città sono luoghi di scambio, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi".
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