Zorzi, detto il Giorgione
di Roberto Rinaldi
Giorgione sublime e inafferrabile rivive a Castelfranco, la sua città natale, sede della Casa Museo Giorgione dove fino all'11 aprile è visitabile l'esposizione di opere provenienti da tutta Europa. Le celebrazioni in onore dell' artista, a 500 anni dalla sua morte, permettono la visione di alcuni dei suoi capolavori ottenuti in prestito da importanti sedi museali (fino all'11 aprile)
Un degno riconoscimento ad un pittore definito a ragione "un'icona del Rinascimento", quanto enigmatico e misterioso nel sfuggire ad una catalogazione definitiva, abituato a non firmare e datare le sue opere.
Dispiace constatare però una lacuna nell'organizzazione dell'evento, carente di attenzione nei confronti del critico recensore, il quale affronta viaggio, oneri e impegno intellettuale, al fine di testimoniare con serietà quanto da altri realizzato. La cartella stampa non viene evasa per mancanza o dimenticanza, ma alla richiesta di catalogo finalmente qualcosa accade pur di dire...no (al catalogo). Arriva una valanga di pdf che costringerebbero il giornale a chiudere per "esigenze di lettura" come quei negozi che chiudono per "inventario".
Varrà allora la pena ricordare che la richiesta del catalogo, ha come fine lo studio dei documenti redatti dai curatori, non certo per collezionismo personale. E un pdf non soddisfa certo la consultazione anzi la rende proibitiva. La risposta per noi è stata sia di persona, che con richiesta per iscritto: "i cataloghi per i giornalisti sono terminati" risponde Villaggio Globale International. Tutto questo accadeva a pochi giorni dall'inaugurazione, al momento della visita e anche post-visita con richiesta scritta del direttore di questa testata.
Ciò denota scarsa sensibilità per l'operatore dell'informazione. Cosa che non accade ad esempio al Museo Mart di Rovereto, dove esiste un'impeccabile accoglienza da parte di un ufficio stampa solerte nel fornire tutti i materiali ivi compreso il catalogo della mostra in corso, in tempo reale. "Skira, non ne ha disposti in numero sufficiente", ci è stato detto. Ma Skira li sta vendendo al book-shop dove il catalogo non manca.
A Rovereto, Skira abituale fornitore del Mart, non dispone dei cataloghi e del loro uso. Fa il fornitore ed è il Mart che ai giornalisti usa l'accortezza di distribuirli senza pelosa taccagneria.
Detto questo che dire di Giorgione? Diremo che la città conserva uno dei suoi più importanti capolavori, la famosa Pala di Castelfranco nel duomo e uno dei rari affreschi attribuiti con certezza: "Il Fregio della Arti Liberali e Meccaniche". Andate a vederla: una svolta rivoluzionaria nella storia della pittura, grazie all'uso inedito del colore, alla creazione di un rapporto tra uomo e natura che assume una valenza mai vista prima.
Quanto alla mostra segnaleremo che ci sono opere autografe del suo periodo iniziale, "Il Saturno in esilio" della National Gallery di Londra, e mai esposto prima in Italia, le due tavole degli Uffizi con "Mosè e Salomone", la "Madonna col Bambino" dell'Eremitage, due tavolette dei Musei Civici di Padova. Un'altra sezione raccoglie i ritratti. Le "Tre età dell'uomo" di Palazzo Pitti di Firenze, dove è evidente l'ammirazione per Leonardo, che suscita in Giorgione un nuovo gusto nella concezione ritrattistica e l'attenzione per la resa psicologica.
La "Tempesta"della Gallerie dell'Accademia di Venezia e il "Tramonto" della National Gallery di Londra dominano la sezione paesaggi insieme a opere di controversa attribuzione come la "Sacra contemplazione", di Giorgione o Sebastiano del Piombo? Il "Portacroce di San Rocco", Giorgione o Tiziano? Una sfida per la critica.
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