Una donna che non fece arte ma la produsse, da vera artista della vita

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Gianni Berengo Gardin ritrae nel 1966
Peggy Guggenheim. E' invece del 1958
la foto di Emilio Vedova (sotto)

Peggy, la mecenate e gli amici

di Guglielmo Vasto

8 marzo 2011 - Peggy per gli amici, Peggy - il mito - per gli artisti: dell'arte del XX secolo è stata un capitolo fondamentale. L'ha amata e l'ha favorita. se ne è circonadata Kandinskij, Mondrian, Klee fino all'italiano Vedova. Era l'arte amata da Peggy Guggenheim.

Ma come era la collezionista americana nell'intimità? Che donna poteva essere?  A narrare questa singolare figura di donna e mecenate, è una serie di scatti colti nell'universo della sua casa, una vera maison d'arte, gli amici e una città: Venezia.

Fu Gianni Berengo Gardin a realizzare delle immagini destinate a cristallizzare unperiodo d'oro per la città e la mecenate americana.

Ne presentiamo alcuni scatti tratti da una recente mostra realizzata dall'associazione culturale IdeaVita, promossa dal Comune di Vercelli e dalla Regione Piemonte a cura di Pina Inferrera.

Dalle foto di Berengo Gardin emerge il volto della collezionista americana nella sua dimensione più personale e intima, sullo sfondo della Venezia degli anni ‘60 e '70.

Un giovane Berengo incontra Peggy Guggenheim e la ritrae nella sua casa, Palazzo Venier dei Leoni, tra gli amici italiani, in compagnia di alcuni vecchi amici americani, fornendo uno spaccato di quella originale atmosfera che distinse la vita degli artisti che si riunirono intorno a Peggy nella sua nuova casa veneziana.  

Attraverso il reportage emerge il tratto della quotidianità  veneziana del periodo, quando la città lagunare era centro brulicante e cosmopolita, frequentata da intellettuali e artisti internazionali: è qui che nel 1948 Peggy Guggenheim decide di stabilirsi di ritorno dall'America, acquistando Palazzo Venier dei Leoni.  



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