Intervista a Corona Perer (fonte: Roma_news.it / maggio 2008)

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Corona Perer, coautrice con Marco Fasol del
libro "L'uomo della Sindone" ed. La Grafica.
Sotto, durante una presentazione con Marco Fasol

SINDONE libro aperto (tra tanti perchè) - intervista

di Guglielmo Vasto

(maggio 2008) - La Sindone è probabilmenbte destinata a restare un mistero. Ce ne parla Corona Perer, giornalista, direttore del giornale SENTIRE.IT e coautrice del saggio "L'uomo della Sindone un'immagine tra scienza e mistero" scritto con Marco Fasol, edizioni La Grafica Mori, maggio 2008 (€ 12, pagg 124). 

- L'obiettivo del libro: è tentare di spiegare il mistero? 

 No: CONDURRE AL MISTERO Vera sfida che ci rimane nelle mani: sappiamo accettare qualcosa di inspiegabile? Sappiamo ancora accettare qualcosa che non è passata per le nostre (fallaci) membrane cerebrali ?

- Una crociata ?

- NO, non E' UNA CROCIATA ma il tentativo di colmare un vuoto: tra i libri contro la Sindone e i poderosi saggi a favore, un libro per le giovani generazioni che poco o nulla sanno della Sindone in stile divulgativo ma rigorosamente scientifico che:

- Quale è allora la novità di questo libro ?

- Che è agile e leggibile anche ai giovani, che non è un tomo scientifico ma avvalendosi delle prove e delle ricerche scientifiche allinea tutte le tesi pro e contro. Il testo si muove sulla pista del "falsario" (cosa avrebbe dovuto sapere per realizzare il falso) . Poi apre al senso: il concetto di immagine sia in chiave teologica che mediatica. Il tema centrale non è solo la Sindone ma l'immagine

- Quali sono le chiavi di lettura?

Sono due:  teologico-scientifica. Si tratta infatti di due studi: uno scientifico / uno sulla comunicazione di massa. Quindi un libro a quattro mani: il reperto e gli studi scientifici incrociati con la storicità dei Vangeli (Fasol) più una indagine sociologica/mediatica su Vangeli e Teoria della comunicazione di massa (Perer)

- E cosa si dice del Gesù comunicatore?

Applicando la teoria della comunicazione di massa al Vangelo (Marco) ci si affaccia su un miracolo di comunicazione dell'aprile anno '30 un uomo muore: è giovane e al culmine della popolarità (James Dean, Lady Diana citata nel saggio). Dalla fama è stato traghettato al fallimento: coloro che lo osannavano per le strade 5 giorni prima, ne hanno chiesto la morte. Quest'uomo si chiama Yehoshua "Dio salva" (fosse stato napoletano lo avremmo chiamato Totò, cioè Salvatore). Muore dopo aver spiegato il suo programma, dopo aver sconvolto gli equilibri, dopo aver toccato l'establishment con gesti ‘nuovi', inediti, strani

  • E' un ebreo: ma tocca i malati,
  • tocca i morti
  • si lascia toccare e per di più da una donna (che lo unge di un unguento prezioso, gli bagna i piedi delle sue lacrime, glieli asciuga con i suoi capelli, gesto ad alta temperatura erotica)
  • predica e sovverte le regole (in una società di schiavi predica la libertà e l'uguaglianza)
  • non parla di politica e questo lo rende misterioso a chi attende la liberazione dai romani
  • è il primo laico della storia "date a Cesare quel che è di Cesare"
  • parla di un regno in una struttura sociale in cui c'è un re (Erode) e anche imperatore (Roma è caput mundi)
  • è autorevole: passa in riva al lago dice "seguimi" gli uomini lo seguono (e pure le donne!)
  • Discute con le donne! Un episodio è al Pozzo di Nablus
  • Ha uno staff che sono i discepoli: è stato preceduto da una sorta di ufficio stampa che è il Battista il quale dice "annuncio teaser" dopo-di-me-qualcuno-più-grande-di-me. Quando lui compare è atteso
  • Epilogo: l'entrata trionfale con un asino e  non con un cammello o una cavalla (simbolo di bellezza ricchezza nella cultura araba). E' anche questo un gesto mediatico

- Vale a dire che si potrebbe darme anche un identikit laico...

Certo! Ne esce l'identikit di un anticonformista  (il libro analizza la giornata del capo, lo stupore, il rapporto con le masse). La sua Comunicazione è provocazione. Dovessimo pianificare un prodotto o una campagna dovremmo prendere esempio da lui: dai suoi nascondimenti ai gesti eclatanti che non sono solo i miracoli fino ai silenzi (Pilato, uomo potere, pone la domanda madre: che cos'è la verità). Questa è l'immagine di Gesù, come è stata percepita. Ma c'è un'altra immagine ed è la sua fotografia!

- Parliamo allora della immagine sindonica...

 Siamo nel Mistero, muove sul concreto. La pista che abbiamo seguito è quella del falsario. Fasol spiega che se falsario c'è stato doveva conoscere la fotografia inventata nel ‘900 dipingere quindi al positivo ciò che si sarebbe visto dal negativo, utilizzare 2 tipi di sangue, e sapere che questo sangue doveva essere del gruppo AB diffuso nel ceppo semitico, poi imprimerlo su un telo che è davvero del primo secolo d.C., tessuto a zeta, di tipica fattura giudaica (ne sono stati trovati a Masada), poi doveva  conoscere i pollini dell'area, dosarli col microscopio e  sapere che tre sono tipici di Gerualemme, nonchè conoscere l'iconografia ante/e post cioè sapere che non si veniva crocifissi al palmo (come tutta la iconografia mostrava) ma al polso ! E sapere che una frattura produce la retrazione del pollice (c'è un codice il codice Pray che mostra questo, l'autore ha certamente visto la Sindone). Insomma più la scienza entra nel caso, più il mistero si fa grande.

- Quali sono le domande maggiormente impegnative?

Siamo nel campo del Mistero con la M maiuscola. Il mistero per antonomasia è che resta da capire come si sia formata l'immagine e l'unica tesi plausibile sarebbe quella della irradiazione come scrive Fasol, ma poi c'è anche da spiegare le apparizioni/sparizioni del reparto nell'arco di questi 2000 anni in cui La Sindone è passata indenne attraverso due devastanti incendi. Io credo che la sfida più grande per l'uomo di oggi non sia accettare la Sindone o credere grazie alla Sindone, ma accettare che nella vita tecnologica e scientifica-scientista nella quale spesso però annaspiamo, vi sia ancora posto per il Mistero. Questa è la vera sfida che la Sindone ci pone mettendo i nostri occhi in quelli dell'Uomo che ha cambiato la storia.

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