Zannier, Ansia d'immagini
(Venezia giugno 2010) Una importante monografia dal titolo "Ansia di Immagini" a Firenze, presso Fondazione Alinari, ha ricordato il lavoro di fotografo svolto da Italo Zannier, figura di intellettuale preminente nel mondo della Fotografia anche per la sua lunga attività di studioso e critico, accompagnata da un'ampia pubblicistica che lo vede autore di più di cinquecento saggi e articoli e di oltre centotrenta tra volumi e fotolibri.
Dal 1952 al 1976 è stato infatti tra i più attivi e considerati fotografi dell'Italia del dopoguerra, con riconoscimenti anche internazionali.
L'esposizione ha illustrato l'attività di questi anni soprattutto come memoria di un periodo storico della fotografia italiana caratterizzato dal Neorealismo, del quale Zannier è stato un protagonista, fondando il Gruppo Friulano e scrivendo un "Manifesto" programmatico dello stesso neorealismo fotografico.
Testimone più attento e attivo nella lettura dei modelli culturali del suo Friuli, Zannier si è impegnato per vent'anni in un profondo lavoro di documentazione che si è spinto, con risultati sorprendenti nella pura ricerca estetica dell'immagine condotta con umana e intensa partecipazione.
La stessa sensibilità è riconoscibile anche nel percorso professionale al fianco di artisti e architetti come appare evidente dal nutrito numero di pubblicazioni che rendono pieno merito al suo lavoro di ricerca.
Una selezione di immagini tratta dagli oltre 47.000 scatti in b/n e a colori che costituiscono l'archivio completo dell'attività fotografica svolta dall'autore e oggi conservato nelle Raccolte Museali della Fratelli Alinari insieme alla sua collezione di circa 5.000 stampe fotografiche originali d'epoca, che spaziano dall'800, con un fondamentale nucleo dedicato a Sommer, alla presenza di opere di molti tra i più prestigiosi autori italiani e stranieri, maestri della storia della fotografia del Novecento e contemporanea.
Il percorso si è articolato in tre sezioni specifiche, gli anni del Neorealismo, l'attività professionale come fotografo d'architettura e l'acquisizione del senso di paesaggio a partire dall'esordio neorealista in Friuli (1952-1960), con particolare riferimento all'architettura spontanea (poi scomparsa con il terremoto del 1976) e all'ambiente sociologico, l'attività professionale nei settori dell'Architettura, in particolare come collaboratore di Bruno Zevi, e nell'Industria, in qualità di fotografo di varie grandi aziende come Rex, Alfa Romeo, mobilifici veneti, e, infine, la documentazione di alcune storiche Triennali milanesi o dell'Expo a Torino di "Italia ‘61".
In contemporanea a Venezia presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, sede di S.Marco, è in corso una grande retrospettiva sulla fotografia italiana: Il furore delle immagini, fotografia italiana dall'archivio di Italo Zannier nella collezione di Fondazione (fino al 18 luglio 2010).
Curata da Denis Curti, racconta la storia della fotografia italiana dagli esordi fino alle tendenze contemporanee, 260 immagini, per lo più sconosciute al pubblico, corredate da una serie di libri e album fotografici .