Immaginare il futuro: Jacques Attali "Eliminiamo le province e creiamo un governo mondiale"

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Jacques Attali

Jacques Attali e i nuovi ordini mondiali

(Rovereto 22 aprile 2010) - " Il vero problema italiano è l'eccessivo numero di organi istituzionali: circoscrizioni, comuni, province, regioni, stato, Ue e altre istituzioni. Mancano istituzioni globali rispetto a quando la costituzione fu scritta. Dovremmo prendere coraggio e come predicava Giorgio La Malfa abolire l'organo intermedio, la provincia, che disperde competenze e crea competizione tra provincia e comune. Anche nel campo culturale crea concorrenza per attrarre risorse regionali o statali. Si copi dalla Spagna: hanno elementi intermedi tra regioni e comuni, ma non hanno competenze legislative perché gestite da rappresentanti dei comuni. Si libererebbero risorse, per esempio per i servizi sociali".

Così Riccardo Illy, immaginando il domani proprio a Rovereto, nella provincia autonoma di Trento. Sul governo mondiale e sull'eccessiva frammentazione europea si dice d'accordo Jacques Attali, anche se non parla di abolizione di istituzioni: "Come per internet c'è una sorta governo mondial: servirebbe una cosa simile in molti settori, ad esempio per regolamentare la gestione dei paradisi fiscali. In Europa occorre consolidare l'autorità sovranazionale: l'Europa va avanti a spezzettoni e spinte centrifughe, si corre il rischio della frammentazione". Argomenta ancora: "Il G8 non è un G20, è un G2 tra Cina e Usa e noi siamo fuori da tutto ciò. Ecco perché servirebbe un governo mondiale".

Se per Illy la crisi non cambierà  i nostri modelli di sviluppo economico, per Attali questa  è  una crisi strutturale e dobbiamo attrezzarci per vivere in un mondo diverso. Questa la sua ricetta anticrisi: " Come si sopravvive? Spesso manca la voglia di vivere, il rispetto di se stessi. Bisogna sempre pensare "Cosa sarò tra 20 anni?", non fare piani quinquennali. Occorre empatia per comprendere i concorrenti, non per prevederli ma per avere visioni del mondo valide. Occorre essere sempre in condizione di resistere a uno shock, avere liquidità ad esempio e saper gestire i rischi, disponendo di adeguati sistemi assicurativi. Bisogna poi saper trasformare insidie e minacce in opportunità. Occorrono poi capacità di adattamento e mobilità. Infine, se non si può fare altro, occorre la capacità di fare la rivoluzione. Tutti questi principi si applicano anche all'Italia, bisogna ora vedere se lo vorrà fare. L'estetica sarà il futuro, se non ci si piace occorre cambiare".

Anche il Trentino, per Attali, ha buone possibilità: "In questa terra c'è l'opportunità di sviluppare nuove tecnologie guardando all'esempio di Singapore e Venezia" Si tratta di realtà piccole che hanno avuto una grande storia". (Fonte: Ufficio Stampa Festival Città Impresa)

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