La compagnia di detenuti "Araba Fenice" ha portato Shakespeare ed altri testi nel carcere di Spoleto

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Lo spettacolo, conclusosi tra lunghi applausi,  ha permesso ai carcerati di dimenticare per qualche ora  la costrizione dell'esistenza che devono vivere, per ricondurli poi alla quotidianità. 
Il Direttore, dott. Ernesto Padovani, ha ringraziato coloro che hanno collaborato alla riuscita dell'evento sottolineando le difficoltà in cui si è dovuto lavorare a causa del sovrappopolamento che affligge anche la conduzione della Casa di Reclusione di Spoleto.

Carceri e Cultura: Shakespeare tra le sbarre

di Angela Paganini

Il teatro come mezzo per "evadere" da una cruda realtà. La compagnia carceraria "Araba Fenice" della Casa di Reclusione di Spoleto ha presentato alcuni giorni fa lo spettacolo "A Sud di Shakespeare", per la regia della dott.ssa Patrizia Spagnoli, sociologa e criminologa, esperta in Teatro Terapia, responsabile da anni del laboratorio teatrale permanente della locale sezione di Alta Sicurezza.

Di fronte ad un folto pubblico composto da parenti, insegnanti,  formatori professionali e dirigenti del carcere i detenuti hanno recitato, alcuni testi tratti da opere di W. Shakespeare, ed altri da essi stessi elaborati insieme alla regista Patrizia Spagnoli.

Lo spettacolo narra di un gruppo di attori che si prepara ad affrontare un provino che potrebbe portarli sui palcoscenici dei più grandi teatri del mondo; l'esito che per alcuni sarà positivo e per altri negativo e, li porterà a salutarsi dopo aver condiviso ore di vita e prove che li hanno uniti e fatti conoscere. La consapevole conclusione fa riflettere sulle opportunità, buone o avverse che la vita offre, ma che per i condannati all'ergastolo non rappresenta più una realtà concreta.
(Spoleto 20 aprile 2010) -

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