Come sarà futuropoli? Lo spiega Duccio Canestrini
Come sarà futuropoli? Mastodontica, marina, verde, sovraffollata, deserta, sponsorizzata, flessibile, blindata... è difficile persino immaginarla, a lungo termine. Tante idee che hanno storie diverse, nel cinema, nell'arte e nella fantascienza. Ipotesi pazze che un'antropologia della città futura - oppressiva o paradisiaca? - può evocare in chiave di riflessione culturale. Perché, va da sé, l'urbanistica non è soltanto un fatto ingegneristico, ma è un progetto sociale.
Con libertà di pensiero e voglia di farsi contaminare dalle idee, nell'ottica di migliorare i luoghi in cui viviamo, l'Ordine degli Ingegneri di Bologna promuove questo incontro che ha per tema il futuro delle nostre città, a cominciare da Bologna.
A parlarne sono stati invitati non addetti ai lavori, ovvero personaggi del mondo della cultura e dell'arte che a vario titolo hanno una connessione con il capoluogo emiliano. Sono la giovane scrittrice Silvia Avallone, che sotto le Due Torri è arrivata come studentessa e ha trovato la notorietà con il suo "Acciaio", romanzo che si è qualificato secondo al Premio Strega 2010 e che ha vinto il Premio Campiello Opera Prima. Accanto a lei Vito Mancuso, teologo docente presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, autore di L'anima e il suo destino, da poco trasferitosi a Bologna.
Poi Lucio Dalla, cantautore e artista, che partendo da Bologna ha esplorato il mondo. Infine, Angelo Varni, storico dell'Università di Bologna e presidente dell'Ibc. Duccio Canestrini, antropologo, aprirà la serata con musiche e immagini: una conferenza scenica che ci accompagnerà tra le fantasie di futuropoli, un suggestivo viaggio nell'immaginario di quell'aggregato mutante che è la città, dalle sue origini ai giorni nostri. Quella tra loro sarà poi una conversazione guidata da Camila Ravnovich, noto volto televisivo conduttrice di programmi di successo.
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