Andrea Castelli...dialetto forever
(Roma, aprile 2010) - Far ridere i romani in puro idioma...trentino. Ci è riuscito Andrea Castelli che ieri ha confidato in Facebook la grande emozione provata nel vedere il teatro Eliseo strapieno.
"A Roma si è magicamente coronato un mio sogno: recitare in dialetto trentino al teatro Eliseo strapieno. Un successone". Andrea Castelli ha affidato a Facebook il suo stupore per il meritato applauso tributatogli dai romani e per di più in un'opera in dialetto. E i commenti del popolo di Facebook sono giunti a valanga: dai "no ghera dubi" agli "...ades sa fente?".
Ma la sorpresa di Castelli è stata doppia perché a Roma nessuno del pubblico ha detto di non aver capito. "Quasi non ci credevo" ci confida l'attore trentino che in camerino ha ricevuto la visita di Umberto Orsini. "Quella che ci sembrava una lingua ostica è diventata un bellissimo linguaggio familiare" gli ha detto il celebre collega andato a complimentarsi e a suggellare così un successo evidente dopo il lungo applauso finale e le cinque uscite della compagnia.
A Roma Castelli ha portato il testo di Angela Dematté "Avevo un bel pallone rosso", vincitore del premio Riccione 2009. Si tratta di un dialogo tra padre e figlia, molto intenso, un'anteprima per il Piccolo Eliseo (regia di Piero Maccarinelli).
"Torneremo nella capitale dal 10 gennaio 2011 per una settimana, con l'allestimento completo dello stabile di Bolzano" anticipa Castelli che con la regia di Carmelo Rifici debutterà a novembre a Bolzano per poi girare in regione e fuori. "La mia parte è quella del padre ed è tutta in dialetto trentino cittadino tranne alcuni brani in italiano presi dai giornali e dalle cronache del tempo" spiega. Non tace l'emozione nell'aver visto il teatro riempirsi.
"Avevo dei dubbi in proposito, Angela e io soli sul palco, timori subito fugati. Temevo anche la poca comprensibilità del testo, visto che certi trentini spesso dubitano che a Bolzano possano capirmi. Invece un sacco di gente ci ha bloccati nel corridoio, tutti a stringerci la mano. Ero stanco morto, ma col morale alle stelle. E pure Angela, cui va il grande merito di aver insistito per portare il testo fuori dai nostri confini. È stata bravissima. Recitare con lei a fianco si è rivelato un grande piacere. Lo sapevo, lo presagivo, ma nel nostro mestiere le conferme sono fondamentali".
(Corona Perer)