Il traduttore dei testi di Bob Dylan, professor Alessandro Carrera spiega a SENTIRE i segreti di una "macchina" che dal 1988 ha toccato quasi tutti gli angoli del globo

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Bob Dlan oggi

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Bob Dylan ieri

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Il traduttore ufficiale di Dylan, prof. Alessandro Carrera

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Uno sguardo che ha interrogato e attraversato generazioni

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Una foto celebre, un gioco che prosegue ancora oggi: Dylan,
un uomo che corre dietro alla vita

Bob Dylan raccontato dal suo traduttore

di Daniele Filosi

TRENTO -"Una realtà nel tempo e nello spazio". E' questa, secondo Alessandro Carrera, traduttore ufficiale per Feltrinelli dei testi delle canzoni e dell'autobiografia di Bob Dylan e uno dei più importanti studiosi dylaniani italiani, l'essenza di Bob.

Professor Carrera, che cos'è il neverending tour di Bob Dylan?
E' un'enorme installazione musicale che copre ormai venti anni di tempo e tre quinti del pianeta. L'idea dell'installazione è che non è una cosa che si può comprare e portare via, bisogna goderla sul posto. Se consideriamo che Dylan in questi 20 anni ha dato 2500 concerti, ad ascoltarli tutti ci vorrebbero 420 giorni, ma di questi concerti non c'è quasi nulla su dischi ufficiali.

Come sono i suoi concerti di oggi?
Dylan è anche un artista della delusione. Le aspettative nei suoi confronti sono così alte, che può capitare di rimanere delusi da una sua performance. Questo è Dylan: mettendosi in gioco, mette in conto di potere essere grande o di essere atroce. Ho visto due concerti a Dallas pochi mesi fa: sono uscito soddisfatto, anche se non si può dire che fossero concerti innovativi. Dylan sta cercando di conservare il sound che ha in mente.

Che ne pensa del Dylan dj?
Le puntate del suo show radiofonico sono un'enciclopedia tematica della canzone americana: per ogni ora di trasmissione, Dylan sceglie una serie di canzoni da mandare in onda legate tra loro da una parola chiave. E' un progetto di conservazione non museale per conservare un patrimonio che altrimenti andrebbe perduto.

Com'è il Dylan scrittore?
Nell'appendice del volume 'Parole nel vento' da me curato, ho parlato di cosa significa tradurre Bob Dylan. Il lavoro è stato difficile, perché ho dovuto farlo in fretta e perché non ero preparato alla prosa di Dylan, poetica e continuamente sorprendente dal punto di vista dei registri stilistici, delle espressioni idiomatiche. La sua prosa è stranissima, va contro a qualunque regola, ma sta in piedi miracolosamente. Non è semplicemente una trascrizione del parlato: è un parlato che si realizza come tale solo quando è scritto.

Lei ha curato la traduzione dei testi di tutte le canzoni di Dylan dal 1962 al 2001, ci sono grosse differenze tra prosa e poesia?
Ogni verso di una canzone di Dylan vuol dire almeno due o tre cose. E' come se Dylan scrivesse le sue canzoni tenendo sempre presente tutti i libri che ha letto: ogni frase che lui scrive potrebbe essere riferita a cinque o sei fonti diverse, e andare in altrettante direzioni.

Da dieci anni Dylan è candidato al premio Nobel, ma intanto ha portato a casa una menzione al premio Pulitzer. Le piace il Dylan "accademico"?
Il Pulitzer è una cosa importante: è la prima volta che viene reso omaggio a un artista dello spettacolo, oltre a Ray Bradbury, che è sì uno scrittore, ma di fantascienza, e quindi fuori dai canoni classici del premio. Il premio Nobel è una vecchia storia: potrebbe prenderlo o no, per Dylan non cambia nulla. Sarebbe divertente vederlo alla premiazione. Dylan è totalmente incapace di parlare in pubblico. Potrebbe fare qualche gaffe clamorosa.

Qual è la sua canzone preferita di Dylan?
E' facile, Mr. Tambourine Man.

L'ha mai incontrato di persona?
Mai, ma forse dopo aver letto e tradotto tutto ciò che ha scritto, penso che non saprei cosa chiedergli.
(ottobre 2008)

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