Quote elettorali, la politica delle riserve

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DONATA BORGONOVO RE è dottore di ricerca in Diritto Amministrativo e ricercatrice di Istituzioni di Diritto Pubblico. Nata a Inzago (MI) risiede a Trento. Laureatasi nel 1981 alla Statale di Milano in Diritto Amministrativo. È avvocato, iscritta all'Albo dell'Ordine degli Avvocati dal 1985. Collaboratrice alla cattedra di Istituzioni di Diritto pubblico dell'Università di Trento (prof. Fulvio Zuelli) a partire dal 1991, ha svolto numerosi interventi di formazione sia presso Enti pubblici locali (Regione Trentino Alto Adige, Province) che sindacali. È stata Difensore Civico.

Donata Borgonovo Re: "Le quote rosa secondo me"

di Donata Borgonovo Re*
docente universitario

Le 'quote elettorali' dovrebbero assicurare l'equilibrata presenza dei due sessi all'interno delle liste elettorali.
Donne di destra e donne di sinistra sono unite dal comune desiderio di assicurare, anche nella nostra realtà provinciale così avara di presenze femminili nei luoghi della politica e all'interno delle istituzioni, un riequilibrio della rappresentanza, che rispecchi davvero le forme della nostra società civile, fatta di uomini e di donne che camminano insieme, gli uni accanto alle altre, nel mondo della scuola, delle professioni, della famiglia, delle associazioni...
Solo il mondo della politica, così affezionato a modelli maschili decisamente antiquati, non sa aprirsi alle esigenze di una democrazia matura, in grado di rispecchiare appieno le caratteristiche della comunità sociale che vede, appunto, uomini e donne presenti, insieme, ovunque: non è forse più democratico un autobus con il suo carico multicolore di utenti (uomini, donne, giovani, anziani, italiani, stranieri..) dell'aula consigliare, dove siedono trentatrè signori e due, solitarie, signore?
E' riuscita a far meglio di noi persino la provincia di Bolzano, dove le signore presenti in Consiglio sono nove... Eppure, la colpa è in gran parte nostra,di noi elettrici che fatichiamo ancora a fidarci delle donne che si impegnano, o che desiderano impegnarsi, nella politica e nell'amministrazione e che sono disposte a condividere con gli uomini le fatiche di un servizio alla comunità. Per questo è importante il segnale lanciato dalle donne dei partiti: la loro battaglia comune ha bisogno del nostro sostegno e della nostra vicinanza. Noi elettrici dobbiamo pretendere che le istituzioni non siano più una sorta di monopolio maschile ma divengano finalmente anche nostre.
Uso le parole di Tina Anselmi, una grande donna della politica, che alle donne diceva (e dice): "Siateci, partecipate; poi scegliete l'idea che volete, i partiti che preferite. L'importante è che non restiate a casa, che non andiate al mare, che non siate confinate ai margini". Sarebbe bello farci sentire di più e cambiare; forse la 'casta' si combatte anche così...

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