La lettera che potremmo sottoscrivere anche noi - Oggi, 40 anni dopo "... Una cosa mi fa impazzire di rabbia: che non si sappia trovare nel nostro sistema democratico il modo di impedire soprusi..."

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"Una cosa mi fa impazzire di rabbia: che
non si sappia trovare nel nostro sistema democratico
il modo di impedire soprusi del genere" (Federico Fellini)

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SENTIRE 010 (giugno-dicembre 2010)

Federico Fellini e il Belpaese

Gentile Signora Cavani,

quando ho saputo del sequestro del suo film Il portiere di notte la mia prima reazione è stata l'inerzia un po' cupa con cui ci si rassegna a fatti gravi ma consueti, a una ineluttabilità abituale. Non vorrei deluderla con questo cinismo che nemmeno l'amarezza, il senso di mortificazione da cui nasce, autorizza e giustifica. Mi rendo conto benissimo che questo sgomento indifferente è forse il successo più subdolo dell'operazione vasta e oscura in corso da tempo nel nostro paese per togliere di mezzo ogni presenza, ogni impegno che incarna il processo vitale, vivo, libero della cultura.

Cosa si può fare? Quante proteste, mozioni, manifesti, petizioni telegrammi si sono sottoscritti in questi anni....non è mai successo niente. Come modificare una psicologia sonnolenta, retriva, bambinesca, che tende sempre a identificarsi in schemi collettivi, a non prendere mai posizioni individuali, come quella di noi italiani? Come sradicare certi condizionamenti ottenebranti che non si sa nemmeno più se sono alimentati da un disegno preciso o piuttosto un anonimo rotolare meccanico e perpetuo? Qualche volta penso in modo egoistico, che se non si riesce a cambiare il nostro paese nonostante la buona volontà di tanti, allora tanto vale cambiare il proprio paese, andarsene via da qualche altra parte.

Una cosa mi fa impazzire di rabbia: che non si sappia trovare nel nostro sistema democratico il modo di impedire soprusi del genere. Comunque, io sono completamente disponibile a quelle concrete iniziative che vorrete prendere per proteggere il nostro lavoro. Partecipe e disponibile con l'entusiasmo e la sfiducia di sempre.

Un saluto affettuoso,
Federico Fellini
Roma, 24.4.1974


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