Quando il contemporaneo spiazza e ci porta al dubbio: che sia nato un nuovo Picasso?

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FRANCESCO BONAMI e i Picasso in fasce

(Rovereto 26 giugno 2010) - E' successo anche a voi che davanti a una qualsiasi opera d'arte contemporanea resti addosso quella spiacevole sensazione di essere di fronte a una truffa ? E magari che vi sia anche il desiderio che l'autore di quella "bizzarria" prima o poi venga smascherato?

E' questa la materia presa in esame da Francesco Bonami nel suo ultimo libro edito da Mondadori "Si crede Picasso" presentato ieri al Mart. Bonami ne ha parlato con la direttrice Gabriella Belli (che ha esteso il dialogo anche alle politiche museali negli States dove Bonami prevalentemente lavora) e con Giorgio Verzotti, critico e curatore della mostra "Linguaggi e Sperimentazioni. Giovani artisti in una collezione contemporanea" (in programma fino al 22 agosto).

Verzotti  ha fatto le pulci al critico-curatore. Pur non condividendo alcune posizioni di Bonami su Beuys e Vedova ha detto scherzoso "E' un libro fatto bene, Bonami ha anche imparato a scrivere". E la Belli "un libro assolutamente utile, almeno rende gli artisti più umani di come li immaginiamo". Bonami infatti racconta anche le loro miserie, quando non i loro vistosi capricci. Rimanda a settembre Cattelan (che resta pur tuttavia il suo grande preferito) e boccia Arnaldo Pomodoro, ad esempio.

Nato a Firenze (1955) direttore della Cinquantesima Biennale di Arti Visive di Venezia nel 2003, Bonomi passa da Francesco Vezzoli a Vanessa Beecroft, da Damien Hirst a Michelangelo Pistoletto per analizzare le reazioni e i pensieri di chi assiste alle loro performances. E forse anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Ma poi garantisce "Niente di personale".

"Che si tratti di artisti notissimi oppure del tutto sconosciuti, di ognuno di questi ci resta sempre il dubbio che sia un nome del tutto sopravvalutato e non del grande genio che ci hanno detto" scrive Bonomi che analizza il dubbio di ogni approccio:  siamo davvero di fronte al nuovo Picasso anche se niente lo lascerebbe supporre?

Francesco Bonami è oggi  il più noto critico e curatore italiano di arte contemporanea nel mondo nonchè direttore artistico di due fondazioni italiane: (Sandretto Re Rebaundengo e Pitti Immagine Discovery).
 In questo libro torna all'universo di cui è grandissimo esperto e ci insegna a districarci in questa complicata faccenda: come distinguere un vero artista da un ciarlatano?

Dopo il grande successo di "Potevo farlo anch'io" con questo libro dice, in modo scanzonato e irreverente, le vite e le peripezie dei più grandi artisti degli ultimi decenni e spiega perché sono davvero grandi e come non confonderli con quanti veri artisti non sono affatto. Bonami oltre che critico e curatore di mostre e progetti culturali, collabora con  diverse testate. Per Mondadori ha pubblicato Potevo farlo anch'io (2007) e Dopotutto non è brutto (2009).



> Chi si crede Picasso e chi...Bonami (Intervista di C.Perer)
> Francesco Bonami "La civiltà notizia"

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