La nostra recensione: un 'magnifico' Portera

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Andrea Portera

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Un pubblico così, mai visto (Foto Aldi)

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Andrea Portera e le forme dell'infinito

di Corona Perer

10 luglio 2010 - Una cosa è certa: di Andrea Portera sentiremo parlare. Il vincitore della seconda edizione del concorso ‘Strumenti di Pace' ha confezionato un brano che benchè eseguito poco prima di quello commissionato a Ennio Morricone, non sfigurava affatto al fianco di cotanto maestro. Due opere per certi versi complementari, con ampi spazi melodici.
Una quasi la continuità dell'altra. E se la Jerusalem di Morricone (dedicata tra l'altro alla figlia del regista Sergio Leone, Francesca, che sedeva tra il pubblico) è apparsa pienamente coerente con la classe e l'eleganza del compositore premio Oscar, dall'altro lato "...Tre Forme dell'infinito informe..." del giovane musicista toscano ha colpito per complessità e intuizioni.

Portera è apparso quasi prefigurare una continuità musicale con il grande maestro al punto da far dire a più di un addetto ai lavori: che sia nato il delfino di Morricone? Il quale peraltro non ha avuto mezze parole. "Auguro a Portera un radioso futuro perché se lo merita" gli ha detto consegnando il premio. 
Lo stesso direttore dell'orchestra sinfonica della Rai, il francese Daniel Kawka, poco prima di salire sul palco ci confidava di essersi enormemente stupito della diversità ma anche della omogeneità delle due opere. "Simply wonderful" esclamava, promettendo una grande serata (in programma anche due opere tragiche una di  Brahms e l'altra di Schubert).

Secondo Kawka i tratti che rendono il lavoro di Portera particolarmente interessante sono la spontaneità compositiva - una grande naturalezza pur in una partitura di grande rigore tecnico - fusa però in un genere melodico che raccoglie la grande tradizione del passato.
"Portera ha aggiunto colore ai colori degli strumenti" ci ha detto Kawka, il quale si è dichiarato entusiasta sia della scenografia sia del pathos espresso dalle opere in programma.

Affascinato dal luogo e dalle due opere da lui interpretate anche il baritono Christian Miedl, nato a Passau in Germania. Sulla complessa partitura di Portera ha dato grande prova interpretativa. Aveva appena concluso la sua ultima parte quando la Campana si è inaspettatamente messa in azione entrando quasi di prepotenza tra gli strumenti convocati a far parte della serata musicale. Uno sguardo eloquente tra Miedl il maestro Kawka ha fatto percepire l'inaspettata sorpresa e che tutto non poteva che finire lì (in realtà come ci è stato confidato dallo stesso Miedl mancavano ancora alcune battute per l'orchestra). E così Maria Dolens si è appropriata da primadonna persino della diretta di Radio 3 cogliendo di sprovvista gli stessi conduttori. Un black-out l'aveva sfasata, è stato detto. Ma ciò non ha vietato alla Campana la sua rituale puntualità ai rintocchi delle 21,30. Come del resto accade ogni sera.

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L'intervista pubblicata su SENTIRE 010

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