REPORTAGE D'AUTORE - Ruralità e progresso, religione e secolarizzazione raccontata dal fotografo Luca Chistè

immagine

"...Il paese, che conta circa 70 milioni di abitanti,
è al 97% musulmano. Le donne sembrano divise in due grandi
gruppi, come se fossero state separate dallo stesso Mosè"

immagine

Le foto di questa pagina sono di Luca Chistè, maggio 2010

immagine
immagine

Foto di Luca Chistè, maggio 2010

immagine

Turchia tra ieri e oggi

di Luca Chistè

(maggio 2010) - In Turchia il tutto vale l'esatto contrario del niente. Questa terra, densa di storia e tradizioni millenarie, mostra un ginepraio di contraddizioni. La "schizofrenia" dell'attuale modello di sviluppo socio/economico turco si offre in tutta la sua evidenza.

Da un lato, resiste a non indulgere ai modelli di sviluppo occidentale dalle forze più integraliste del paese, dall'altro c'è la spinta, ossessivamente nevrotica,  verso una modernizzazione su vasta scala.

La spaventosa crescita di insediamenti urbani a margine delle grandi città, l'acquisizione di beni e modelli di consumo di massa, tipicamente europei o americani e la confusionaria ristrutturazione della rete viaria, sono solo alcuni aspetti, fra i più tangibili, di questa trazione ad "avanti tutta" del paese.

La contraddittorietà fra modelli socio-culturali di tipo arcaico e quelli più puntualmente rivolti ad un processo di secolarizzazione (ben controllata dall'intellighenzia religiosa) si manifesta in ogni aspetto della vita, pubblica o privata.

Di queste contraddizioni, la poliedrica, multietnica Istanbul è solo la punta di un iceberg le cui profondità sono ancora tutte da misurare. Ma è soprattutto nelle zone rurali, immense, rigogliose e sterminate, che le cose diventano via via più complesse e di difficile decifrazione.

L'emancipazione femminile è il tratto più distintivo di questa contraddittorietà. Il paese, che conta circa 70 milioni di abitanti, è al 97% musulmano e qui, le donne, sembrano divise in due grandi gruppi, talvolta facilmente identificabili, come se fossero state separate dallo stesso Mosè.

Così coesistono estremi:  a Konia, dove sorge il Mausoleo di Mevlana massimo poeta dell'Islam e inventore dei dervisci rotanti (i cercatori dell'estasi e dell'incontro, attraverso la loro celebre danza dai toni parossistici con Allah) fa da contraltare Antalya, città sul Mediterraneo a poco più di 300 Km e quattro ore di macchina da percorrere su una strada che sembra fatta apposta per il purgatorio.

Luoghi ravvicinati, geograficamente prossimi, che mostrano stili di vita, atteggiamenti ed aspetti simbolici (l'uso del velo e dell'abbigliamento) che evidenziano, da parte delle donne, una rappresentazione d'identità all'interno del mondo musulmano, completamente diversa.

Un elevato tasso di urbanesimo caratterizza le grandi metropoli turche Ankara ed Istanbul gigantesche aree di insediamento urbano, costruite, senza troppa preoccupazione per la tutela paesaggistica o l'impatto ambientale.

Le unità abitative si sviluppano, caoticamente, come se il territorio fosse improvvisamente colpito da un terribile virus pandemico. Erompono allo sguardo, viaggiando nell'hinterland di Ankara ed Istanbul, i grandi insediamenti di edilizia, pubblica e privata, a prima vista costruiti con il modello di sviluppo degli alveari francesi della banlieue.

Eppure, nonostante tutte le contraddizioni, la Turchia mostra un volto affascinante, tenero ed ospitale, come pochi altri paesi al mondo. Le zone rurali e povere mostrano frotte di  bambini scorazzanti liberamente per le strade che, con improvvisati e rudimentali gioghi (bellissimi perché figli dell'ingegno e della fantasia), sorridono sempre...

L'indefinibile bellezza dei paesaggi della Cappadocia, che sembrano scavati nella terra dalle possenti mani di un dio oscuro, le profumate sensazioni dei mercati di Istanbul e di Ankara, il patrimonio storico ed antropologico (Efeso, il premiato museo delle civiltà anatoliche di Ankara) di questa terra, fanno della Turchia, con il calore e l'ospitalità dei suoi abitanti, un luogo unico ed incantevole, ove è impossibile non recarsi.

Nell'entroterra rurale, capita di incontrare infanzia  povera ma sorridente. La Turchia mostra un volto affascinante, tenero ed ospitale, come pochi altri paesi al mondo. Le zone rurali e povere mostrano frotte di  bambini scorazzanti liberamente per le strade che, con improvvisati e rudimentali gioghi (bellissimi perché figli dell'ingegno e della fantasia), sorridono sempre...

L'indefinibile bellezza dei paesaggi della Cappadocia, che sembrano scavati nella terra dalle possenti mani di un Dio oscuro, le profumate sensazioni dei mercati di Istanbul e di Ankara, il patrimonio storico ed antropologico (Efeso, il premiato museo delle civiltà anatoliche di Ankara) di questa terra, fanno della Turchia, con il calore e l'ospitalità dei suoi abitanti una terra unica.




>
Luca Chistè su Giornale SENTIRE

Visita gli archivi di Popoli

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata